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Notizie


«A Librino non c’è un voto libero»


Non tutti a livello nazionale conoscono Librino, quartiere disegnato dall’architetto Kenzo Tange in cui abitano più di 80.000 catanesi. Sarebbe la quarta città della Sicilia per densità abitativa. Un quartiere popolare importante e centrale in ogni campagna elettorale, a tutti i livelli: «un serbatoio di voti» lo definisce Rosario Patanè, ex presidente della municipalità.



Il nostro Scidà


Aiutò i ragazzi poveri. Difese la Città. Sembra che stia dormendo, e che sorrida. Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L’aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua città. Dorme lo scippatorello, sognando un’infanzia normale. E’ in una delle statistiche più feroci d’Europa, quella della criminalità minorile catanese; ma i sogni sono liberi, ed egli sogna. Dorme il politico, sognando gli appalti dell’anno prossimo, Corso Martiri, miliardi. Dorme il padrone-editore, inquietamente. Dorme il suo giornalista, dorme (ma più innocente) la ragazza di vita. Dormono i magistrati collusi, digrignando i denti. Dorme il bottegaio minacciato, dormono i ragazzini di Addiopizzo che lo difendono da soli. Passa la rara guardia notturna, passano le ronde dei mafiosi. Questa è la sua città.
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Un giudice galantuomo


“Ingiustizia sarà fatta. In base al principio per il quale la forma è sostanza. Questa è la legge. Non c’è regola più vera come questa e non c’è regola che in egual misura non rie­sca a giustificare talvolta la fine di ogni sostanza e di ogni logica. Perfino di ogni eviden­za. E’ il caso della recente e strana storia di Giambattista Scidà...”. Che succede? Che cos’è questa storia? Di quand’è questo articolo? Niente: succede che i sostenitori del Si­stema catanese ce l’hanno, come al solito, col giudice Scidà. E l’articolo, in cui Roccuzzo da par suo mette le cose a posto, è di dieci anni fa. Povera vecchia Catania, che non cambi mai...



Io mi chiamo Giovanni Tizian


Fa le inchieste sulle mafie al Nord e adesso è costretto a vivere sotto scorta. Succede in Emilia Romagna al giornalista precario Giovanni Tizian. L’associazione daSud lancia una campagna per difendere il cronista e militante. Giovanni, figlio di Peppe Tizian, vittima innocente della ‘ndrangheta, ha appena pubblicato il libro-inchiesta: “Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”
- La campagna
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Inchieste


Vecchia Dogana: come hanno abolito il mare


Polo enogastronomico, Città del gusto, Centro polifun­zionale, agroalimenta­re per eccellenza, show-room del gusto. L’hanno chiamata in tutti modi. Ma non c’è traccia del mare.

[Ascolta qui la trasmissione di Radiomatria su la Vecchia Dogana http://static.radiomatria.org/radio...]



E’ nata la moneta del futuro, si chiama bitcoin


Un sistema economico in cui i soggetti principali non siano solo le grandi banche e i governi ma anche un gran numero di cittadini connessi in rete, liberamente. Utopia? Certo. Ma anche Linux, una volta, era un’utopia: oggi fa funzionare la maggior parte di internet. Libero, senza grandi pote­ri, free source e basato sul web: il mondo del futuro (se non si autodi­strugge prima) tutto sommato potrebbe anche essere così



L’enorme pericolo di volare a Sigonella


Rompere il muro di silenzio imposto dal­le autorità militari statunitensi è impossibi­le, ma è probabilissimo che mercoledì 27 aprile nella base militare di Sigonella si sia sfiorata, ancora una volta, la tragedia. Alle ore 11,35 circa, durante la fase di atterrag­gio, un cacciabombardiere F-16 è uscito di pista e il pilota si è salvato lan­ciandosi con un paracadute un attimo pri­ma dell’impatto del velivolo con il terreno. A seguito dell’incidente è stata ordinata la chiusura dello scalo e i velivoli impegnati nelle ope­razioni di guerra alla Libia sono stati dirot­tati sull’aeroporto di Trapani-Bir­gi. Il co­mando NATO si è rifiutato di di­vulgare la nazionalità del caccia, anche se ha ricono­sciuto trattarsi di un mezzo “di un paese non aderente all’Alleanza atlantica che tut­tavia sta supportando la missione Unified Protector”. Il mistero è stato rive­lato dall’agenzia France-Press: l’F-16 appartie­ne all’Al-Imarat al-‘Arabiyya al-Muttahida, l’aeronautica militare degli Emirati Arabi Uniti ed era decollato qual­che ora prima da un aeroporto greco. L’ae­reo è uno dei dodi­ci cacciabombardieri (sei F-16 e sei “Mira­ge”) che gli Emirati hanno trasferito il 27 marzo nell’aeroporto sardo di Decimoman­nu per partecipare con la “coalizio­ne dei volenterosi” a guida NATO ai bombarda­menti contro le forze armate filo-Gheddafi.


Storie


Sabato sera a Catania sotto controllo? Tra droga ed alcol, e nessuno fa nulla


Pattuglie a bizzeffe e pure un camper della polizia municipale, una volante dei carabinieri, vigili urbani che imbracciano palette all’ingresso di piazza Teatro Massimo. L’assessore alla polizia municipale che grida vittoria. Ma l’alcol scorre a fiumi e di erba ce n’è pure un mucchio. E sono in gran parte minorenni.



Il 20 per cento dell’Italia


Rispondeva col sorriso di venti Nazio­nali senza filtro al giorno: «La mafia è l’e­conomia! Le imprese sono la mafia!» Il compagno P era il nostro migliore amico, di noi sedicenni e ventenni che ai piedi dell’Etna cominciavamo a muoverci civi­camente attorno a una vecchia sede di par­tito coi maldipancia di un foglio fotoco­piato e distribuito gratuitamente per le vie del paese. Il compagno P era un comunista che ne­gli anni Cinquanta s’era dovuto prendere pure qualche pallottola, manifestando in mezza Sicilia per l’applicazione della ri­forma agraria. Il compagno P, buonanima, lo accompagnammo al cimitero con le bandiere rosse. E non capivamo se i nostri paesani il segno della croce se lo facevano perché passava il suo feretro o per “l’orri­pilante” vista di quei drappi a mezz’asta portati in processione lungo il corso.



Alì cerca un letto


«Fino a sette mesi fa lavoravo in una ditta molto grande. All’improvviso sono stato licenziato e ho perso tutto. Vivo qui da due mesi e sono in at­tesa di una sistem­azione migliore. Quando ho perso il la­voro, ho perso tutto»




Fatti il tuo giornale!



* Titta Scidà: Catania condanni se stessa *



* Rivogliamo il nostro Paese *



La nostra rete/Lavori in corso



"Ringraziamenti" al Sindaco da Librino

Grazie , per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente Grazie per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante (...)


Il nostro Scidà

Aiutò i ragazzi poveri. Difese la Città. Sembra che stia dormendo, e che sorrida. Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua (...)


Ciao, Giambattista Scidà!

Un uomo d'altri tempi. Giambattista Scidà lo è stato. Sicuramente per il suo rigore morale e per la sua intransigenza verso le ingiustizie e le acquiescenze. Ma allo stesso modo - in questo tempo - ha saputo lottare per la giustizia come pochi altri. L'ex presidente del Tribunale per i minorenni (...)


Incontro a Librino su tutela del territorio e inquinamento ambientale

L'importanza della tutela del nostro territorio, per lasciare ai nostri figli non devastazione ma un ambiente vivibile e sostenibile; la prevenzione delle malattie conseguenza dell'inquinamento, per la tutela del cittadino e come risparmio di una spesa sanitaia sempre più alta dovuta al sorgere (...)



Sicilia, patria dell’allevamento di lumache La scommessa vincente di tre giovani

Hanno iniziato quasi per gioco, ma adesso sono i proprietari del più grande allevamento di chiocciole in Italia. Tante le difficoltà da affrontare, compreso il vuoto legislativo, ma sono riusciti lo stesso a crescere offrendo prodotti di nicchia, come il caviale di lumaca, ma anche cosmetici. (...)


Confcommercio, proposta di nuovo Prg Dehors pubblici, esproprio di beni degradati

Interventi mirati al decoro urbano e alla riqualificazione degli immobili abbandonati, anche tramite l'esproprio. Nell'infinito confronto sul piano regolatore cittadino e sul regolamento edilizio, che manca da 79 anni, si inseriscono le idee della Confcommercio. L'assessore all'urbanistica Di (...)


Splitit, il sito che semplifica i regali di gruppo L’idea nata in Australia e sviluppata a Catania

Organizzare una festa, una cena o comprare un regalo. Operazioni in cui spesso raccogliere le quote di partecipazione diventa un problema. Carlo Graziano ha realizzato un portale web che rende più facili queste operazioni, gestibili interamente per via digitale, grazie alla collaborazione con (...)


Massimo Siragusa, foto per passione Un workshop per l’artista pluripremiato

Il fotografo vincitore per quattro volte del World press photo - catanese di nascita, ma romano d'adozione - tornerà nella sua città per un corso che analizzerà il rapporto tra gli spazi urbani e le persone. A CTzen racconta la sua lunga carriera e spiega come in Italia manchi «la cultura e la (...)



Ciao Pippo, qui si continua

di Giovanni Caruso


Piano regolatore torna, ci manchi!

Aspettando di diventare come la Svizzera, ecco un esempio di area verde a Catania di Ivana Sciacca, foto Darkye


Procedure di affidamento dei beni confiscati alle mafie

Incontro presso il centro GAPA via Cordai, 47 (San Cristoforo, Catania) venerdì 29 novembre 2013 dalle ore16.30


Intervento del Gapa alla presenza della presidente Laura Boldrini

L'intervento che segue è quello che il Gapa ha esposto durante l'assemblea del 19 ottobre nella scuola "DUSMET DORIA", alla presenza della presidente Laura Boldrini.



I giardinieri di Santa Rosalia

Tratto dal numero 9 della rivista Mamma! (Primavera Italiana)


Bianifesti: ai poster l'ardua sentenza

Tiratura limitata di 100 esemplari, ordinabili dal 6 al 15 dicembre. Poi basta.


Che smania di vivere ho




Dossier/Lavori in corso


Dossier Senegalesi


Il quinto dossier dell’associazione "Lavori in corso" racconta l’accoglienza dei senegalesi in Italia. Com’è cambiata l’immigrazione in Italia? All’interno della pubblicazione schede e approfondimenti sulla "sanatoria truffa", sui senegalesi a Catania (quanti sono? dove vivono?).



Dossier "Privati dell’acqua"


Gruppi economici e consorterie territoriali si stanno appropriando delle risorse idriche di una regione che possiede tanta acqua mentre, per paradosso, ne patisce la mancanza.



Dossier Case


Vivere, avere un tetto sulla testa, pagare l’affitto, stare in un quartiere. C’è un problema casa a Catania? Noi diciamo di sì. Un viaggio per la città, per dare cifre e dati del disagio abitativo alle pendici dell’Etna



Dossier musica - Toccata e fuga


Scorrono tante buone note nelle vene del vulcano, ma i giovani artisti catanesi, come Vincenzo Bellini nel 1800, trovano la fortuna in giro per il mondo. E in città che cosa rimane?



Dossier Rifiuti&Affari - Munnizzopoli


Fiumi d’immondizia e di debiti scorrono tranquillamente per le paludose pianure della politica siciliana. Tanto, alla fine, chi paga? I cittadini.