



Aiutò i ragazzi poveri. Difese la Città. Sembra che stia dormendo, e che sorrida. Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L’aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme.
Dorme, nel buio della notte, la sua città. Dorme lo scippatorello, sognando un’infanzia normale. E’ in una delle statistiche più feroci d’Europa, quella della criminalità minorile catanese; ma i sogni sono liberi, ed egli sogna. Dorme il politico, sognando gli appalti dell’anno prossimo, Corso Martiri, miliardi. Dorme il padrone-editore, inquietamente. Dorme il suo giornalista, dorme (ma più innocente) la ragazza di vita. Dormono i magistrati collusi, digrignando i denti. Dorme il bottegaio minacciato, dormono i ragazzini di Addiopizzo che lo difendono da soli. Passa la rara guardia notturna, passano le ronde dei mafiosi. Questa è la sua città.
Scarica e leggi l’E-BOOK con il memoriale di Scidà sul Caso Catania
“Ingiustizia sarà fatta. In base al principio per il quale la forma è sostanza. Questa è la legge. Non c’è regola più vera come questa e non c’è regola che in egual misura non riesca a giustificare talvolta la fine di ogni sostanza e di ogni logica. Perfino di ogni evidenza. E’ il caso della recente e strana storia di Giambattista Scidà...”. Che succede? Che cos’è questa storia? Di quand’è questo articolo? Niente: succede che i sostenitori del Sistema catanese ce l’hanno, come al solito, col giudice Scidà. E l’articolo, in cui Roccuzzo da par suo mette le cose a posto, è di dieci anni fa. Povera vecchia Catania, che non cambi mai...
Fa le inchieste sulle mafie al Nord e adesso è costretto a vivere sotto scorta. Succede in Emilia Romagna al giornalista precario Giovanni Tizian. L’associazione daSud lancia una campagna per difendere il cronista
e militante. Giovanni, figlio di Peppe Tizian, vittima innocente della ‘ndrangheta, ha appena pubblicato il libro-inchiesta: “Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”
La campagna
Aderisci
Ogni volta che frenava non riuscivi a tenere l’equilibrio. Così, ogni fermata era un livido. E guardando fuori dal finestrino, invece, erano solo sorrisi, cartelloni, musica, persone. Era l’aprile del 2006, eravamo quelli del “Ritaexpress” e viaggiavamo di notte, in mille, sullo stesso treno, attraversando l’Italia per cambiare la Sicilia. Tornavamo per votare Rita Borsellino alla presidenza della Regione Siciliana. Non eravamo organizzati da nessuno ma ci sostennero in tanti. A Perugia fu Libera, a Trento l’Arci, a Firenze i sindacati.
Polo enogastronomico, Città del gusto, Centro polifunzionale, agroalimentare per eccellenza, show-room del gusto. L’hanno chiamata in tutti modi. Ma non c’è traccia del mare.
[Ascolta qui la trasmissione di Radiomatria su la Vecchia Dogana http://static.radiomatria.org/radio...]
Un sistema economico in cui i soggetti principali non siano solo le grandi banche e i governi ma anche un gran numero di cittadini connessi in rete, liberamente. Utopia? Certo. Ma anche Linux, una volta, era un’utopia: oggi fa funzionare la maggior parte di internet. Libero, senza grandi poteri, free source e basato sul web: il mondo del futuro (se non si autodistrugge prima) tutto sommato potrebbe anche essere così
Rompere il muro di silenzio imposto dalle autorità militari statunitensi è impossibile, ma è probabilissimo che mercoledì 27 aprile nella base militare di Sigonella si sia sfiorata, ancora una volta, la tragedia. Alle ore 11,35 circa, durante la fase di atterraggio, un cacciabombardiere F-16 è uscito di pista e il pilota si è salvato lanciandosi con un paracadute un attimo prima dell’impatto del velivolo con il terreno. A seguito dell’incidente è stata ordinata la chiusura dello scalo e i velivoli impegnati nelle operazioni di guerra alla Libia sono stati dirottati sull’aeroporto di Trapani-Birgi. Il comando NATO si è rifiutato di divulgare la nazionalità del caccia, anche se ha riconosciuto trattarsi di un mezzo “di un paese non aderente all’Alleanza atlantica che tuttavia sta supportando la missione Unified Protector”. Il mistero è stato rivelato dall’agenzia France-Press: l’F-16 appartiene all’Al-Imarat al-‘Arabiyya al-Muttahida, l’aeronautica militare degli Emirati Arabi Uniti ed era decollato qualche ora prima da un aeroporto greco. L’aereo è uno dei dodici cacciabombardieri (sei F-16 e sei “Mirage”) che gli Emirati hanno trasferito il 27 marzo nell’aeroporto sardo di Decimomannu per partecipare con la “coalizione dei volenterosi” a guida NATO ai bombardamenti contro le forze armate filo-Gheddafi.
Pattuglie a bizzeffe e pure un camper della polizia municipale, una volante dei carabinieri, vigili urbani che imbracciano palette all’ingresso di piazza Teatro Massimo. L’assessore alla polizia municipale che grida vittoria. Ma l’alcol scorre a fiumi e di erba ce n’è pure un mucchio. E sono in gran parte minorenni.
Rispondeva col sorriso di venti Nazionali senza filtro al giorno: «La mafia è l’economia! Le imprese sono la mafia!» Il compagno P era il nostro migliore amico, di noi sedicenni e ventenni che ai piedi dell’Etna cominciavamo a muoverci civicamente attorno a una vecchia sede di partito coi maldipancia di un foglio fotocopiato e distribuito gratuitamente per le vie del paese. Il compagno P era un comunista che negli anni Cinquanta s’era dovuto prendere pure qualche pallottola, manifestando in mezza Sicilia per l’applicazione della riforma agraria. Il compagno P, buonanima, lo accompagnammo al cimitero con le bandiere rosse. E non capivamo se i nostri paesani il segno della croce se lo facevano perché passava il suo feretro o per “l’orripilante” vista di quei drappi a mezz’asta portati in processione lungo il corso.
«Fino a sette mesi fa lavoravo in una ditta molto grande. All’improvviso sono stato licenziato e ho perso tutto. Vivo qui da due mesi e sono in attesa di una sistemazione migliore. Quando ho perso il lavoro, ho perso tutto»

Grazie per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente Grazie per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante alla (...)

ore 18.00 – Mauro Mangano è il nuovo sindaco di Paternò con 14.873 preferenze (55,94 per cento). Il rivale Nino Naso si ferma al 44,05 punti percentuale, con 11713 voti. ore 16.40 - È già a metà lo spoglio per scoprire il nome del nuovo sindaco della città. Scrutinate, infatti, 23 sezioni su 47. Mauro (...)
Concluso il conteggio dei risultati delle elezioni amministrative. A Palagonia vince il giovane Marletta (Rc), mentre a Palermo torna una vecchia conoscenza, Leoluca Orlando. A Caltagirone si afferma Bonanno (civiche) e a Paternò Mangano (Pd). Affluenza in drastico calo in tutta la (...)
ore 18.10 – Leoluca Orlando è il nuovo sindaco di Palermo, che si porta a casa una vittoria schiacciante con il 72,43 per cento dei voti ai danni del rivale Fabrizio Ferrandelli del Pd e liste civiche, che ne ottiene solo il 27,57 per cento. ore 16.45 - Spoglio in dirittura d’arrivo. Scrutinate (...)
Dura poco meno di un'ora il conteggio delle schede elettorali a Palagonia. Ad aggiudicarsi la poltrona di primo cittadino il giovane candidato di Rifondazione comunista Valerio Marletta, contro il rivale delle liste civiche Francesco Di Stefano. Davanti al chiosco gestito dai genitori del (...)

Mostra Fotografica: "Giornale del Sud" Immagini del nostro novecento di Giovanni Caruso e Aldo Ciulla hanno collaborato Daniela Calcaterra e Maurizio Parisi dal 4 al 6 gennaio 2012 ore 16:00 - 20:00 presso il salone della Parrocchia S.S. Pietro e Paolo Via Siena 1, (...)

Assieme a Carlo Gubitosa della rivista Mamma! ci saranno anche Maria Cecilia Averame delle edizioni Quintadicopertina e Bernardo Parrella di Global Voices
Migliaia di italiani, sopratutto giornalisti, in ansia per la sorte del presidente
Il comico che con i suoi video ha smontato l'economia del desiderio e dell'invidia condivide il nostro sogno di una rivista libera.
Appello a chi ci vuol bene: invitateci nelle vostre citta' a parlare della nostra rivista. Senza grandi capitali alle spalle, l'unica salvezza e' il passaparola porta-a-porta. Vi raccontiamo dove siamo stati in questi giorni e dove stiamo per (...)
"Spaghetti Comics": giornalismo a fumetti al Festival Giornalismo Perugia, 29 aprile Satira, ironia, informare divertendo i lettori: ecco gli Spaghetti Comics, ovvero la nuova frontiera della scrittura stampata e online, il giornalismo a fumetti. Di cosa si tratta e come si pratica questo (...)

Il quinto dossier dell’associazione "Lavori in corso" racconta l’accoglienza dei senegalesi in Italia. Com’è cambiata l’immigrazione in Italia? All’interno della pubblicazione schede e approfondimenti sulla "sanatoria truffa", sui senegalesi a Catania (quanti sono? dove vivono?).

Gruppi economici e consorterie territoriali si stanno appropriando delle risorse idriche di una regione che possiede tanta acqua mentre, per paradosso, ne patisce la mancanza.

Vivere, avere un tetto sulla testa, pagare l’affitto, stare in un quartiere. C’è un problema casa a Catania? Noi diciamo di sì. Un viaggio per la città, per dare cifre e dati del disagio abitativo alle pendici dell’Etna

Scorrono tante buone note nelle vene del vulcano, ma i giovani artisti catanesi, come Vincenzo Bellini nel 1800, trovano la fortuna in giro per il mondo. E in città che cosa rimane?

Fiumi d’immondizia e di debiti scorrono tranquillamente per le paludose pianure della politica siciliana. Tanto, alla fine, chi paga? I cittadini.