Laboratorio di Giornalismo
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Era il 21 aprile del 2008, da pochi giorni Raffaele Lombardo aveva preso il posto di Totò Cuffaro a Palazzo D’Orleans: sugli schermi di “Exit” trasmissione d’inchiesta di “La7” tutta l’Italia potè vedere a cosa è ridotta - da molto tempo - la democrazia a Catania. Una vendita a cielo aperto di diritti, doveri, opportunità, vite, di interi quartieri. Da vergognarsi. Da spegnere il video e iniziare a bestemmiare.
L’antica città di Nottingham detiene un triste primato: è probabilmente il posto in cui, se tu rispetti la natura e ti comporti da civile suddito di Sua Maestà, ti fanno pagare la tassa più salata. Per esempio, tu sei uno che si muove a piedi o prende le carrozze pubbliche. Magari possiedi pure un mezzo privato, un Carro Inquinante tutto tuo; ma lo usi solo quando è indispensabile e lo tieni generalmente fermo davanti a casa. Lo Sceriffo e i suoi esattori, se ti comporti così, non ti lasciano scampo. Se vuoi coltivare l’insana passione per l’aria pulita, devi pagare una tassa.
Dadi
I luoghi della giustizia non sempre sono giusti come dovrebbero. Parliamo dei luoghi fisici, dei palazzi: a Catania - ad esempio, molti sono stati oggetto di trattative edilizie tutt’altro cristalline. A battersi per la trasparenza, per molti anni da solo, il giudice Scidà. Ed ecco cos’ha trovato.
Un omicidio dimenticato, una condanna a 21 anni di reclusione, la fuga e il rifugio a Nesima, nel centro servizi di Mario Tipo (MpA). E sullo sfondo i rapporti con Nitto Santaopaola e Maurizio Avola, il killer dagli occhi di ghiaccio. Giovanni Montanino, l’ultimo viaggio di una mente criminale