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* Inchieste *


Vecchia Dogana: come hanno abolito il mare


Polo enogastronomico, Città del gusto, Centro polifun­zionale, agroalimenta­re per eccellenza, show-room del gusto. L’hanno chiamata in tutti modi. Ma non c’è traccia del mare.

[Ascolta qui la trasmissione di Radiomatria su la Vecchia Dogana http://static.radiomatria.org/radio...]

E’ nata la moneta del futuro, si chiama bitcoin


Un sistema economico in cui i soggetti principali non siano solo le grandi banche e i governi ma anche un gran numero di cittadini connessi in rete, liberamente. Utopia? Certo. Ma anche Linux, una volta, era un’utopia: oggi fa funzionare la maggior parte di internet. Libero, senza grandi pote­ri, free source e basato sul web: il mondo del futuro (se non si autodi­strugge prima) tutto sommato potrebbe anche essere così

L’enorme pericolo di volare a Sigonella


Rompere il muro di silenzio imposto dal­le autorità militari statunitensi è impossibi­le, ma è probabilissimo che mercoledì 27 aprile nella base militare di Sigonella si sia sfiorata, ancora una volta, la tragedia. Alle ore 11,35 circa, durante la fase di atterrag­gio, un cacciabombardiere F-16 è uscito di pista e il pilota si è salvato lan­ciandosi con un paracadute un attimo pri­ma dell’impatto del velivolo con il terreno. A seguito dell’incidente è stata ordinata la chiusura dello scalo e i velivoli impegnati nelle ope­razioni di guerra alla Libia sono stati dirot­tati sull’aeroporto di Trapani-Bir­gi. Il co­mando NATO si è rifiutato di di­vulgare la nazionalità del caccia, anche se ha ricono­sciuto trattarsi di un mezzo “di un paese non aderente all’Alleanza atlantica che tut­tavia sta supportando la missione Unified Protector”. Il mistero è stato rive­lato dall’agenzia France-Press: l’F-16 appartie­ne all’Al-Imarat al-‘Arabiyya al-Muttahida, l’aeronautica militare degli Emirati Arabi Uniti ed era decollato qual­che ora prima da un aeroporto greco. L’ae­reo è uno dei dodi­ci cacciabombardieri (sei F-16 e sei “Mira­ge”) che gli Emirati hanno trasferito il 27 marzo nell’aeroporto sardo di Decimoman­nu per partecipare con la “coalizio­ne dei volenterosi” a guida NATO ai bombarda­menti contro le forze armate filo-Gheddafi.

Il mercato criminale dell’industria italiana


Cannoni, missili, carri armati, fucili, pi­stole, caccia e bombardieri. Produciamo strumenti di guerra di ogni tipologia per il mercato globale, finanche braccialetti e ma­nette che produco scariche elettriche da 50.000 volt, veri e propri sistemi di tortura per detenuti e migranti. Un business che non conosce crisi e che consente all’industria militare di affermarsi tra le prime cinque produttrici al mondo. Tra il 2008 e il 2009, quando tutti i settori produttivi del made in Italy registravano tassi di crescita negativi, l’export di arma­menti è cresciuto del 74%. Un mercato che si caratterizza per essere tre volte criminale e criminogeno. Perché genera morti in ogni angolo della terra, orami quasi sempre e solo vittime ci­vili ed innocenti, donne, bambini.

Gheddafi e il controllo dell’industria militare italiana


L’assalto dei fondi libici a Finmeccanica, il cuore del sistema strategico italiano. Per il momento la rivoluzione – non per merito nostro – l’ha interrotto. Ma fino a quando?

E il presidente Lombardo si arrese al MUOStro


“Se non mi fossi convinto della sicurez­za del MUOS, che non è barattabile con nessuna compensazione, io non sarei qui assolutamente a parlarvi, perché non c’è né punto nascita in un ospedale, né Ponte sullo stretto che tenga, rispetto alla salute dei cit­tadini…”. Si presenta così davanti al con­siglio co­munale di Niscemi (Caltanissetta) il presi­dente della Regione siciliana, Raffae­le Lombardo, per formalizzare il suo giro di valzer sul terminal terrestre del nuo­vo siste­ma satellitare che i militari USA vo­gliono realizzare all’interno della riserva naturale “Sughereta”. Dopo il “No” e il “Ni”, finalmente il “Sì” di petto: il MUOS è “sicuro al 1.000 x 1.000” e “riduce” perfi­no l’inquinamento elettromagnetico genera­to dall’impianto di telecomunicazioni che l’US Navy gestisce da quasi vent’anni a Ni­scemi.

Duemila deportati a Mineo: ecco il piano


Tra pochi giorni l’ex villaggio dei militari USA di Mineo (Catania), di proprietà priva­ta, sarà trasformato in un grande centro de­tentivo per gli oltre 2.000 richiedenti asilo ospitati sino ad oggi nei CARA (Centri di accoglienza richiedenti asilo) sparsi sul ter­ritorio nazionale. Il “piano d’emergenza” varato dal ministro Maroni prevede che ne­gli ex CARA vengano smistati i cittadini stranieri in fuga dalla Libia e che in caso di esodi massicci dal nord Africa i prefetti possano “requisire residence o altre struttu­re abitative” da convertire in “centri per mi­granti”. “Il potere di requisizione sarà in capo al Commissario straordinario per l’e­mergenza immigrati, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, ma si tratterà comunque di uno strumento provvisorio e limitato nel tempo”, riferiscono al Viminale. Ben altra durata avrà invece il supercentro di Mineo, eufemisticamente denominato “Villaggio della solidarietà”, che nelle intenzioni del governo farà da “modello di eccellenza in Europa nell’accoglienza dei richiedenti asi­lo”.

Chi si rivede...l’Agroalimentare


Notizia: il mercato Agroalimentare di Ca­tania, Maas, aprirà nell’aprile 2011. Una storia lunga ventude anni e un affare di ini­ziali 160 mi­liardi di lire, arrivati a duecen­to. Ne scrve­vamo nel 2008. Era aprile. Nonostante la primavera ap­pena arrivata, alle 4 del mattino l’aria era ancora fredda. Con Alexey Pivovarov, il fo­tografo russo del National Geografic, entrammo nel mercato del pesce di fronte al porto. Non ci controllò nessuno e in un minuto ci ritrovammo tra tentacoli di totano che pendevano da cassette stra­colme tirate velocemente su carrelli di me­tallo e teste di pesce spada. 10 chilometri da lì stavano per ultimare l’enorme mercato agroalimentare che doveva ospitare l’ittico, l’ortofrutticolo, e il mercato dei fiori.

Minori abbandonati Catania e il suo eterno primato


Recentemente “Repubblica” dedicava un’inchiesta alla criminalità minorile di Napoli, “Ragazzi con la pistola”. L’occasione era la morte di un sedicenne che aveva tentato una rapina a mano armata nel napoletano. La tesi di fondo del pezzo: la Campania da anni detiene il record della criminalità minorile. Niente di più sbagliato. Purtroppo è la Sicilia a tenere il record, e Catania già da almeno dieci anni ha superato Napoli. Addirittura del doppio d’arresti

Grand Hotel Mineo “Deportati & C.”


Sulla strada statale Catania-Gela ci sono decine di cartelloni pubblicitari che ritrag­gono il “Mineo Residence” di proprietà della società Pizzarotti Parma. “Offriamo dal 1° aprile 2011 appartamenti confortevo­li a 900 euro”, riportano le scritte rigorosa­mente in lingua inglese. Il prezzo è ottimo, davvero, si tratta di villette unifamiliari di 160 metri quadri di superficie, più giardino e barbecue, all’interno di un complesso re­sidenziale di 25 ettari con tanto di campi da tennis, baseball e parco giochi per bambini.

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Grazie per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente Grazie per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante alla (...)


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San Libero - 394

22 novembre 2011 ___________________________________________ IL NOSTRO SCIDÀ Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua città. (...)


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