



In pratica le hanno già abolite in Lazio e in Lombardia. Addio regole uguali per tutti, ora per forza deve vincere il partito al governo. Anche il primo fascismo cominciò così. Difendiamo la costituzione, difendiamo la nostra Repubblica, e creiamoci dei dirigenti nuovi e giovani, capaci non solo di gridare forte o di fare le primedonne ma di vincere concretamente e realmente questa lotta
Libertà di stampa? Certo che in Sicilia esiste, tant’è vero che state leggendo questa cosa. Ma non è benvoluta, nè dal governo nè dalla società (per governo in Sicilia s’intende sia quello che si vede sia quello che no).
“Il Primo marzo non finisce il 1° marzo: comincia da qui. Con la collaborazione di giuristi e attraverso i comitati, stiamo mettendo a punto una serie di richieste e proposte politiche molto precise. Non essere un partito non ci impedisce di essere un soggetto politico”
"Sono nato ad Agrigento il 18/10/1986, residente a Campobello di Licata (AG), cittadino libero. Ho voluto specificare il mio status per combattere il servilismo che ogni giorno di più avvolge il nostro Paese. Ho scelto di rimanere in Sicilia, di non andare via anche se vivere qui è duro...". E’ l’incipit del blog di Giuseppe Gati, morto un anno fa d’incidente mentre aiutava suo padre al lavoro, in campagna.
Sebastiano Scuto, secondo il pg Siscaro, ex re dei supermercati siciliani, non solo sarebbe colluso col clan Laudani e dunque colpevole di associazione mafiosa, ma non avrebbe mai interrotto i rapporti col clan e avrebbe pure provato a manipolare le prove e a condizionare i pentiti. La difesa invece sostiene che nulla di ciò è provato e che Scuto sia invece una vittima, totalmente innocente.
“C’era una cassaforte piena di lingotti d’oro, ma questi sparirono, e in famiglia si diceva che fosse stato Scuto. Da lì comincerebbe la sua fortuna cosi supermercati”. E’ parte della deposizione di Eugenio Sturiale (udienza dell’11 Febbraio scorso), pentitosi poco dopo l’arresto dell’Ottobre dello scorso, nell’operazione di polizia “Revenge”.
E’ il caso di Padre Carlo, di Siracusa: da anni “tenuto d’occhio” perché prendeva le parti dei “clandestini”: finché l’hanno arrestato. Nessuno di quanti lo conoscono crede alle accuse contro di lui. Una sola - che non hanno osato esprimere - è vera: quella di essere un cristiano. Aiutare i poveri, ospitare gli stranieri, difendere i perseguitati
A Catania Sant’Agata è una festa inportante. E’ una santa storica (è esistita davvero, fra i primi cristiani), una santa sovversiva (ce l’aveva col prefetto e centurioni) e dunque una santa popolare. E’ una santa tradita. Non solo – com esempre a Catania – dai mafiosi, che ci hanno messo sopra le zampe impossessandosi della gestione della festa, dei soldi che ci girano e di tutti gli aspetti materiali (c’è un processo in corso: www.cataniapossibile.it). Ma anche dalle persone perbene, dalle autorità e dai politici arcivescovo in testa.
Vendola vince, i “viola” continuano, il primo marzo c’è lo sciopero degli immigrati e il 12 quello della Cgil. Bersani e Di Pietro s’incontrano (miracolo!) per dire che sono contenti di lavorare insieme. Dov’è il trucco? Non riesco a vederlo: perciò non dico che mi fido, ma cerco almeno di seguirli con attenzione. Fermo restando che il lavoro duro, com’è sempre stato, toccherà farlo a noi poveri figli di nessuno...
Cinque arresti, tre feriti, una struttura sociale devastata e dispersa: al Lavoratorio Zeta di Palermo come all’Experia di Catania l’establishment non ha cercato il minimo tentativo di mediazione ma è andato giù duro con la violenza. All’Experia a essere soprattutto colpiti sono stati i bambini del quartiere, privati del doposcuola; allo ZetaLab le vittime principali sono i rifugiati dalle guerre africane. Sullo sfondo, in entrambi i casi, interessi privati e affari in corso

riccardo orioles La Catena di San Libero 8 marzo 2009 n. 385 Stanno già cominciando ad abolire le elezioni Formalmente, anche sotto il fascismo si votava. Si votava ma a modo loro, con elezioni fasulle da cui il governo usciva automaticamente vincitore. Le elezioni, di fatto, erano state (...)
La picchia, la umilia in pubblico, a volte la fa persino prostituire a mafiosi. «E' mia moglie - dice lui - e con lei posso fare quello che voglio». Se chiedete a lei: «E' il suo modo - dice - di volermi bene». Vabbè, ma qua siamo nel duemila! Siamo in Europa, siamo! Chiamate il centotredici, (...)
Un momento di ascolto e di confronto, con l'obiettivo di dare voce a chi vive, lavora e si impegna in prima persona per migliorare Librino, un “viaggio” non solo nel degrado e nel disagio che troppo spesso contraddistinguono il quartiere, ma anche nelle sue realtà positive: quelle delle (...)
Il Senato nella seduta di ieri mattina 25 febbraio ha definitivamente approvato il decreto milleproroghe contenente le Zona Franche Urbane con 134 voti favorevoli, 99 contrari e 4 astenuti; da ieri dunque il milleproproghe è legge dello Stato e le Zone Franche Urbane, così come previste dal (...)

Per l'accesso alle mense universitarie di Catania serviranno presto le impronte digitali. La protesta parte dalla Cittadella e gira su facebook: «Violata la privacy». Ma lââ¢Ersu si difende: «Provvedimento necessario. E non siamo i primi ad (...)
«Avevamo una missione, sentivamo che la nostra non era una professione come unââ¢altra. Facevamo approfondimento e dettavamo noi l'agenda alla politica. Oggi, invece, è il contrario». Così Franco Nicastro, presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia ed ex collaboratore e vicedirettore de L'Ora, (...)
L'Università sta morendo. Forse si sta spegnendo di vecchiaia. Un esempio? Di recente l'università "Kore" di Enna, probabilmente per ragioni di risparmio, ha sottratto l'insegnamento di letterature comparate a una giovane e promettente ricercatrice per affidarlo a un settantacinquenne (...)
La scrittrice Marcella Croce ha scelto di insegnare italiano proprio in Iran. Il suo racconto di aneddoti, vizi e virtù di un paese âÅschizofrenicoâ - «Il velo si sopporta, se si è libere di pensare»
L’ho preannunciato qualche tempo fa, e oggi vi propongo la prima parte delle 11 che compongono ELEVEN catania. Si tratta di un estratto (con video) del reportage sulla situazione dei senzatetto a Catania, scritta da Carmen Valisano: si chiama On the road – Menz’a strada Senza tetto di casa nostra (...)
Apprendiamo che, tra i punti all’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale di giovedì 11 febbraio scorso, è stato richiesto all’assise della città di riconoscere un debito fuori di bilancio nei confronti del Banco di Sicilia S.p.A. dell’ammontare di 17 milioni di euro e di approvare (...)
Un semplice cittadino prova sempre un grande rammarico quando s’imbatte in comportamenti non certo fondati sul rispetto delle regole a maggior ragione quando entrano in gioco le norme in materia di organizzazione della tutela e della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. È bastata una (...)
Ci sono novità sulla vicenda “Ecomostri in Piazza Lanza e allo Stadio Cibali” che, ricordiamo, riguarda una finanza di progetto discussa alcuni anni fa in Commissione consiliare urbanistica e le cui carte progettuali risultano adesso depositate negli uffici comunali (il progetto prevede che i (...)
