



Dopo anni passati a dirci che bisogna votare qualunque candidato premier, perfino Rutelli, pur di non far vincere quell’altro, ora D’Alema rimette al centro la coscienza, o meglio la sua cattiva coscienza: "se si candidasse Vendola non lo voterei". Sara’ astensione, voto ai finiani o voto al PDL in coerenza con i suoi ultimi 15 anni di storia politica?
Sono anni che mi ribello al ricatto della politica, e continuo a votare secondo coscienza, e quindi spesso a non votare, sfidando gli insulti di amici, parenti e compagni: "così fai il gioco di Berlusconi", "non è il momento dei distinguo", "sei un irresponsabile". Mentre loro sono talmente responsabili nella loro scelta kamikaze del "meno peggio" che nel giro di pochi anni hanno responsabilmente causato l’estinzione dal parlamento della sinistra radicale, senza ridurre di un solo minuto la durata del potere berlusconiano. Ma oggi finalmente ci ha pensato Massimo D’Alema a farci uscire dal ricatto elettorale dove si vota chiunque perché è contro il Demonio, salvo poi scoprire che il Demonio è il re dei travestimenti. Maximo lo ha detto chiaro: "se si candidasse Vendola non lo voterei", e al diavolo le teorie del voto responsabile, del voto utile, del voto a naso tappato, del voto da non disperdere, del voto pragmatico. Quelle sono storie vecchie, favolette buone per ammansire le folle e fargli votare chiunque sia piazzato lì dai vertici del partito, tipo quel Mirello Crisafulli, senatore siciliano del PD dal 2008, ripreso nel 2001 dalle telecamere della polizia a discutere con il boss mafioso Raffaele Bevilacqua di appalti, assunzioni e raccomandazioni. Oggi però tira aria nuova, e allora seguiamo le indicazioni dell’uomo più intelligente della politica: votiamo quel cavolo che ci pare, senza farne una questione di tattica o strategia, ma affermando il voto come questione di coscienza. Quello che non è chiaro è cosa farebbe D’Alema invece di Votare vendola: astensione, voto ad un eventuale terzo polo di finiani, casinisti e rutelliani o voto al PDL in coerenza con i suoi ultimi 15 anni di storia politica? Sia come sia, D’Alema fa bene a stare attento, perché se siamo al voto di coscienza allora di coscienze nelle urne non ci sarà solo la sua, e se lui è pronto a non votare Vendola anche se non ci saranno altri candidati di opposizione, sappia che per ogni pelo di baffo che si storce di fronte a candidati con eccessi di sinistra ci sono migliaia di persone pronte a sfanculare la coalizione di centrosinistra se produrrà un candidato dalemiano, ovvero inciucista, maneggione, lontano dai cittadini, colluso col vaticano pur di raccattare voti, pronto a rifinanziare le occupazioni militari all’estero pur di compiacere le lobby armiere. E ora facciano pure i seguaci del baffo, candidate a premier Crisafulli o qualche altro boiardo al gusto di muffa, lasciate Vendola da solo a guidare un polo di sinistra radicale, e vediamo chi prende più voti tra i due.

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