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Affare agroalimentare :100 milioni di nostri euro


E’ un affare da 100 milioni di euro. L’affare si chiama "Maas", il mercato agroalimentare ancora in costruzione in contrada Jungetto. Sono appena arrivati altri milioni dalla Regione, ma i commercianti gridano: "Il trasferimento è troppo costoso. Non ce la facciamo. E’ un anno che lo diciamo". Eppure il cda del Maas dice che all’ultimo bando di assegnazione degli spazi hanno partecipato tutti, entusiasti. Una storia disseminata di contraddizioni, proteste, e molto, molto denaro pubblico.


15 aprile 2009, di Giuseppe Scatà




Il 4 Marzo il Maas ottiene finalmente una parte dei sospirati 6 milioni richiesti a gran voce per continuare i lavori di costruzione, ed il 21 Marzo esce fuori il titolone sul quotidiano locale La Sicilia: "La Regione ricapitalizza e salva il Maas". Il presidente del Maas, Ingrassia, aggiungerà pure: "Sia gli operatori del mercato ortofrutticolo che del mercato ittico hanno aderito in maniera massiccia" - con Ucuntu, ad eccezione di una telefonata, decisero di non parlare più a Giugno, ma dimostrarono invece tutto il loro disappunto - anzi ci hanno creato problemi di abbondanza perchè le richieste degli operatori sono 14 in più del previsto". Tutto il contrario invece viene detto 20 giorni dopo proprio dai commercianti. E’ il 9 Aprile ed esce un trafiletto: è una lettera del geometra Arena, presidente del sindacato degli operatori del mercato ortofrutticolo (Somaac) che invece lancia un’allarme, dicendo che i commercianti difficilmente potranno accollarsi le spese enormi previste per il trasferimento e che non si possono lasciare fuori dal Maas 14 operatori, perchè rimarrebbero del tutto disoccupati. Infatti i commercianti non hanno scelta. I vecchi mercati, ittico ed ortofrutticolo, saranno presto dismessi e venduti a privati in tempi rapidi. Arena insomma conferma quanto detto a Ucuntu un anno prima, e soprattutto smentisce l’entusiamo degli operatori. Gli operatori del mercato però, fatto ancora più grave, puntualizzano diversamente. Molti di loro, pur partecipando formalmente al bando, non hanno depositato la cauzione richiesta di 3.000 euro, perchè credono che in verità il mercato agroalimentare non sarà mai pronto, e che anche se pronto, sarà inutlizzabile per via della strada vecchia e inadeguata che collega la tangenziale al Maas. Ad oggi infatti c’è una piccolissima stradicciola, male asfaltata, che si incunea in mezzo alla campagna e a discariche abusive, un collegamento assolutamente insufficiente alle esigenze commerciali del luogo, con rischi di assalti da parte di ladri, difficoltà di transito per grossi mezzi, ed eccessivi costi di carburante. L’asse viario necessario richiederebbe altri 5 anni di lavoro e altri milioni di euro, ma di ciò oggi non se ne parla proprio. Seppure il Maas verrà completato, senza una strada adatta al passaggio dei tir, rimarrebbe comunque una fantastica cattedrale nel deserto da 100 milioni di euro.

Ma perchè per il Maas è così importante che si assegnino i box? Perchè solo attraverso ciò e la dimostrazione ufficiale che il mercato può essere avviato con successo, la Regione darebbe i miloni mancanti, utili al proseguimento dei lavori, e le banche a loro volta concederebbero il nuovo mutuo. Soldi su soldi, milioni su milioni. A Ucuntu invece gli operatori stessi, già nell’Aprile del 2008, avevano lanciato l’allarme, elencandoci i costi esorbitanti del trasferimento: “La spesa è rimasta eccessiva. Io dovrei pagare dai 250 euro di adesso ai 2.500 di domani, perché mi dovrei accollare condominio, spese per la vigilanza, pulizia e ristrutturazione del mio box. Insostenibile. Chiudo bottega. Ma per tutti è così. Qui ci guadagnerà solo la grande distribuzione, perché gli agroalimentari sono già stati un fallimento per gli operatori in Italia. Vedi Bologna. Ma il terreno di San Giuseppe la Rena è stato già venduto. Quindi hanno fretta di mandarci via”. Oggi, l’ultima richiesta disperata che la Soomac fa alla Regione e al comune, è che si aiuti l’eventuale e costosissimo trasferimento al Maas attrverso contributi economici conistenti. Ma dai politici, ancora una volta, non è arrivata nessuna risposta.

Cos’è la Maas

Maass, “Mercati Agro-Alimentare Sicilia Spa”, è la denominazione sociale del consorzio proprietario del terreno di 100 ettari in contrada Jungetto, lì dove sta sorgendo il nuovo mercato agroalimentare. La società ha un capitale sociale di € 21.076.557,25, di cui il 99% è in mano a soci pubblici (i maggiori azionisti sono: Regione, 38 mld di vecchie lire; Provincia 1 mld; Comune, 1 mld) e l’1 % a soci privati.

Tangentopoli agroalimentare Il progetto del mercato Agroalimentare nasce nel 1989 e diviene uno dei più grossi scandali della tangentopoli catanese, a cominciare dal finanziamento dell’opera: 160 miliardi di lire. Le Procure di Catania e di Palermo aprirono due inchieste, e in tempi diversi: Catania per le mazzette, Palermo per abuso d’ufficio. Elio Rossitto, ex presidente del consorzio Agroalimentare, economista dell’università di Catania, ex sindaco comunista di Cassaro (SR), era stato accusato dall’imprenditore Alfio Puglisi Cosentino, perché un terreno di sua proprietà, del valore di tre miliardi, era stato venduto al consorzio per dieci miliardi, con l’aiuto di Gaetano Scardaci, funzionario dell’Ute di Catania, che fece la perizia sul bene. Puglisi Cosentino raccontò che Rossitto gli aveva chiesto 2 miliardi per sopravvalutare il terreno. Rossitto, dopo l’arresto, avrebbe affermato di avere diviso la tangente con gli ex componenti del Cda del consorzio e con Rino Nicolisi, a quei tempi presidente della Regione, e Salvo Andò, ex ministro della difesa. Il tribunale di Palermo nel 2000 prosciolse tutti gli imputati coinvolti


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Ci sono 6 contributi al forum.

Affare agroalimentare :100 milioni di nostri euro


4 maggio 2009, di : raffaele tregua


Ci sarebbero tante cose da raccontare sulla vicenda MAAS, alcune di queste vissute personalmente, avendo avuto la ventura di far parte del consiglio d’amministrazione dal 1993 al 1998 che assunse i poteri dopo lo scandalo di quello presieduto da Rossitto. Certo, la cosa incredibile è che sia ancora in costruzione, che gli allacci viari non siano ancora iniziati e che si stiano letteralmente buttando dei soldi pubblici in un manufatto da utilizzare per un modello commerciale ormai superato e non redditizio per i suoi operatori.



Affare agroalimentare :100 milioni di nostri euro


11 maggio 2009


I lavori di ammodernamento della sp70/II sono già cominciati da un anno. Quando saranno finiti sarà una strada larga 10 m. Per il resto, stendiamo un velo pietoso...



Velo pietoso o colata di cemento?


11 maggio 2009, di : Giuseppe Scatà


Peccato che al Maas gli operatori del mercato San Giuseppe la Rena dovranno andare entro l’anno. La strada - ma che i lavori siano cominciati a me non risulta - sarà invece pronta, se tutto andrà bene e ci saranno i soldi (ma vista la storia del Maas ne dubito) tra 5 anni. A proposito: al mercato di San Giuseppe la Rena da parecchio tempo parte del muro di cinta è crollato, ma nessuno - ad esempio il comune - ha voluto ripararlo. Sabato nove Maggio 11 box sono stati incendiati, da chissà chi, e su La Sicilia di oggi, lunedì 11,l’assessore Chisari risponde così: tanto tutti gli operatori stanno per andare al Maas.Più che un velo pietoso qui stanno stendendo colate di cemento a peso d’oro davanti ai nostri occhi.



Affare agroalimentare :100 milioni di nostri euro


12 maggio 2009


SP70/II: Basta andare dall’asse dei servizi fino al carcere di Bicocca, attraversare la strada ferrata e ci si trovano davanti circa 2,5 km di cantiere stradale (in stato avanzato e con macchine e maestranze a lavoro) che portano dritti fino al nuovo mercato agroalimentare. I lavori di ammodernamento della SP70/II sono stati appaltati circa un anno fa dalla provincia. Direttore dei Lavori ing. Onofrio Crisafulli dell’UT della provincia: andare per credere!

MAAS: Bisogna sottolineare che attualmente con la nuova normativa sui lavori pubblici (dalla Merloni in poi) non si possono più appaltare lavori se non c’è la copertura finanziaria. Per il MAAS la copertura c’era al 100% e ad un certo punto non c’era più! Mi auguro che la procura su questo "punto" apri un’inchiesta. In ogni caso il problema oggi non può essere posto sul fatto che il MAAS sia o meno un opera strategica, perchè porlo in questi termini non ha più senso visto che in contrada Jungetto vi è un opera completa al 90% e che è in procinto di finire come tante altre opere incompiute: l’opera va completata, vanno saldati da parte della regione, i debiti nei confronti dei creditori, e poi del MAAS ne facciano ciò che vogliono, anche cambiandone la destinazione d’uso.

Infine, se si fa un confronto tra il Mercato ortofrutticolo attuale e ciò che sta nascendo oggi la differenza è abissale. A partire dal fatto che ogni box all’interno ha un servizio igienico privato con spogliatoio. Avete visto bene il vecchio mercato ortofrutticolo? In che condizioni igienico-sanitarie si lavora? Quale soluzione alternativa se non il MAAS? E’ assolutamente necessario che si riesca a trovare una soluzione per venire incontro alle esigenze degli operatori. Penso che sia l’unico modo per contrastare la globalizzazione della grande distribuzione. Questa gente non merita di lavorare in un posto come l’attuale mercato!



Affare agroalimentare :100 milioni di nostri euro


1 novembre 2009, di : OPERAI mercato ortofrutticolo


Si sta ancora a chiaccherare e dire sciocchezze.. Il mercato ortofrutticolo di S.G.La rena non è piu’ adatto alla vendita di prodotti alimentari, impianto fognario inadeguato servizi igienici inesistenti zanzare e topi la fanno ormai da padroni.. siamo gia nel 2010 e ancora si sta qui a discutere. C’è da capire quando qualcosa non va più bene e necessita di essere cambiata, ma purtroppo qui in Sicilia a volte i pochi si fanno valere su molti, tutti quelli che dicono no al MAAS non sono imprenditori ma piccoli fruttivendoli all’ ingrosso o ancor peggio ambigui personaggi titolari di attività finte!!



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