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Affari al centro commerciale/1


L’ICOM, dopo l’affare della variante, dovrebbe pagare quasi 10 milioni di euro per gli oneri di urbanizzazione. Si appella alla convenzione che gli ha permesso di ottenere la concessione edilizia e vuole trasformarli in opere. In nome dell’interesse pubblico. O no?


21 ottobre 2009, di Redazione




Come per le ciliege, anche per gli affari capita che uno se ne tiri dietro sempre un altro. Così è successo nel caso della ICOM. Sui terreni che erano, in gran parte, dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo nascerà un enorme centro commerciale grazie ad una concessione edilizia, in variante al Piano Regolatore, che nel febbraio del 2007 ha trasformato da agricola ad edificabile un’area agricola grande quanto un intero quartiere. È stato questo il primo affare che ha moltiplicato il valore dei terreni, a beneficio del suo proprietario.

Il preambolo

La concessione è stata rilasciata nel rispetto di una convenzione stipulata col Comune il 23 dicembre 2006 nello studio del notaio Vincenzo Ciancico e prevede l’obbligo, da parte della ICOM, di farsi carico delle opere di urbanizzazione con la possibilità di chiedere, come rimborso, la sottrazione dei costi dagli oneri dovuti allo stesso Comune. Possibilità riconosciuta dall’ordinamento ma solo per opere di utilità collettiva. A questo punto l’affare passa di mano ad un importante immobiliarista ed imprenditore, Sergio Zuncheddu. Un altro editore, politicamente vicino a Silvio Berlusconi, che controlla l’informazione della seconda isola del mediterraneo, principalmente attraverso ’L’Unione Sarda’ e ’Videolina’ ed è il maggiore azionista della ICOM, società in cui sono coinvolti pure gli interessi del gruppo Auchan. Zuncheddu deve avere capito perfettamente quanto sia facile, anche in terra di Sicilia, fare ottimi affari grazie ai favori della pubblica amministrazione. Non ne vuole saper di pagare tutti i nove milioni e mezzo di euro dovuti al Comune di Catania per gli oneri di urbanizzazione, la tassa che i comuni mortali sono tenuti a pagare se vogliono edificare qualcosa, e si appella a quanto trascritto nella convenzione firmata in presenza dal notaio.

Nel 2007 ne versa solo i due milioni e mezzo della prima rata e chiede che gli altri sette milioni siano trasformate in opere di urbanizzazione da realizzare a proprie spese. Si tratta della realizzazione di altri parcheggi a verde, oltre a quelli previsti dal progetto approvato. Praticamente l’ICOM vuole aumentare lo spazio in cui accogliere la propria clientela ed addossarne il costo al Comune risparmiando sugli oneri di urbanizzasione.

Il nuovo affare

Difficile pensare che si tratti veramente di opere necessarie alla collettività. In questo caso l’utilità è della stessa ICOM, mentre la collettività ci perde il diritto a riscuotere gli oneri di urbanizzaione. l’Azienda di Zuncheddu s’era fatto il conto che, visto l’andazzo, la facilità nell’avere ottenuto la variante, le piazze cittadine trasformate in parcheggi e poi in centri commerciali, tanto valeva tentare l’ennesimo affare sulle tasche dei catanesi.

Il 4 aprile del 2008 il disegno della ICOM sembra cominciare a prendere forma e l’architetto Matteo Zapparata, temporaneamente responsabile della direzione Urbanistica, sospende gli ulteriori pagamenti dovuti al Comune, in attesa della definizione della pratica. Nel frattempo Umberto Scapagnini cede la poltrona di sindaco a Raffaele Stancanelli e la nuova direzione urbanistica non se la sente di caricarsi di tutti gli impegni presi dalla passata amministrazione in campagna elettorale. L’undici novembre viene dunque ridotta la momentanea sospensione solo ad un milione. Il primo giugno del 2009 il Comune fa sapere che "le opere di urbanizzazione previste all’interno dell’area di intervento, essendo funzionali solo al centro commerciale ICOM s.p.a., non possono essere ritenute opere che rivestono interesse pubblico: conseguentemente, le stesse non possono essere oggetto di scomputo degli oneri di urbanizzazione".

L’ICOM non deve averla presa bene ed ha fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, pretendendo il rispetto delle promesse fatte dall’amministrazione Scapagnini e messe per iscritto nella convenzione stipulata nello studio notarile.

Trovato l’accordo

L’azienda si dichiara anche disponibile a sostituire i parcheggi con "la sistemazione idraulica, nonché la pulizia straordinaria del torrente Forcile". L’estesa cementificazione del nuovo centro commerciale ha eliminato la possibilità dell’area di assorbire le piogge, così come avveniva quando era terreno agricolo. Diventa scontato che alle prime piogge l’intera area rischi di allagarsi, con i conseguenti danni allo stesso centro commerciale. Le nuove opere proposte potrebbero, da un lato, aiutare il deflusso delle acque e, dall’altro, permettergli di non pagare gli oneri. Sempre che le opere siano ritenute di utilità collettiva e non utili solamente alla ICOM.

L’amministrazione Stancanelli questa volta sembra accettare la versione della ICOM ed arriva a sostenere che le nuove opere del torrente Forcile, tra il centro commerciale ed il villaggio Santa Maria Goretti, siano di utilità collettiva perché servirebbero ad evitare il periodico allagamento dello stesso villaggio. Come se i lavori previsti fossero fatti a valle del villaggio. Il rischio evidente è che, in caso di pioggia, il deflusso sia agevolato fino a Santa Maria Goretti. Qui, invece, arriverebbe una massa maggiore di acqua, liberando l’area a monte dal rischio di allegamento e scaricandola velocemente sul villaggio, aumentando i danni. Il 21 settembre l’amministrazione comunale ha deciso comunque di approvare la nuova proposta da inserire in una nuova convenzione, ma solamente per un milione di euro. I restanti 6 milioni non possono essere sottratti facilmente dalle casse comunali, già vuote per conto loro. Sempre che Zuncheddu si accontenti.

Piero Cimaglia


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