La periferica I cordai Casablanca Step1 Il clandestino Cieli 095 Telejato Mamma! Monitor daSud I Siciliani di G. Fava

Appello per “I Siciliani”


Dopo l’assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Si­ciliani scelsero di non sbandarsi, di te­nere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalisti­ca fon­data dal loro direttore, affrontando un tem­po di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazio­ne. Anni di rischi personali, di sti­pendi (mai) pagati, di solitudine istitu­zionale (non una pagina di pubblici­tà per cinque anni!)


10 agosto 2009, di Redazione




Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Ele­na Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa) rischiano di per­dere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fal­limento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui po­veri de­biti della cooperati­va. Il precetto di pignoramento è stato già no­tificato, senza curarsi d’attendere nemme­no la sentenza d’appello. Per pa­radosso, il creditore principale, l’Ircac, è un ente re­gionale disciolto da anni.

E’ chiaro che non si tratta di vicende perso­nali: la redazione de I Siciliani in que­gli anni rappresentò molto di più che se stes­sa, in un contesto estremamente dif­ficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accetta­re facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tri­bunale fal­limentare vale oggi quasi cen­tomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzan­te ostinazione, pretende adesso di incassa­re per mano degli uffi­ciali giudiziari.

Ci saranno momenti e luoghi per appro­fondire questa vicenda, per scrutarne ra­gioni e meccanismi che a noi sfuggono. Adesso c’è da salvare le nostre case: già pi­gnorate. Una di queste, per la cronaca, è quella in cui nacque Giuseppe Fava e che adesso, ereditata dai figli, è già finita sotto i sigilli. Un modo per affiancare al prezzo della morte anche quello della beffa. La Fondazione Giuseppe Fava ha aper­to un conto corrente (che trovate in bas­so) e una sottoscrizione: vi chiediamo di darci il vostro contribuito e di far girare questa ri­chiesta. Altrimenti sarà un’altra malinconi­ca vittoria della mafia su chi i mafiosi e i loro amici ha continuato a combatterli per un quarto di secolo.

Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza, Graziella Proto, Lillo Venezia

I bonifici vanno fatti sul cc della "Fonda­zione Giuseppe Fava" Credito Siciliano, ag. di Cannizzaro, 95021 Acicastello (CT) iban: IT22A0301926122000000557524 causale di ogni bonifico: per "I Siciliani"

* * *

Scarica il manifesto/volantone A3. Ecco una versione leggera fatta per il web, http://www.ucuntu.org/pdf/Appello_ISiciliani_A3_web.pdf - se volete stamparla e farla girare scaricate questa ad alta risoluzione http://www.ucuntu.org/pdf/Appello_ISiciliani_A3_hires.pdf


Digg Del.icio.us Facebook Google Technorati Live MySpace Wikio


Commenta l'articolo


Ci sono 0 contributi al forum.


* Network *



Mi ha conquistato la semplicità dei bambini

La bellezza delle cose semplici, è questo che Cristina Ferlito ha riscoperto dopo un anno di servizio civile a Librino presso il centro Talita Kum di viale Moncada. Questa esperienza, per lei così significativa, le è stata d'ispirazione anche per la stesura della sua tesi di laurea, in filologia (...)


Dall'autostrada a Catania attraversando Librino

Quando il progetto dell'asse attrezzato fu approvato Librino era ancora poco più di un grande e disabitato borgo rurale nel quale, dopo i primi insediamenti spontanei nella parte antica, alcuni coraggiosi pionieri tentavano di organizzare le prime cooperative edilizie. Quel luogo, che iniziava a (...)


Una serata di teatro e il Pigno si rianima

E' servito poco. Una delle più esilaranti commedie del teatro dialettale siciliano, una compagnia tetrale di appassionati e innamorati del quartiere, un palco e le sedie allestite anche grazie al contributo del panificio “la Panetteria”, qualche bancarella di crepes e “calia e simenza” e il Pigno, (...)


Il quartiere zia Lisa tra commercianti e traffico

Nel quartiere Zia Lisa ci sono molti problemi, uno di questi si trova proprio in Via Zia Lisa, l'arteria che collega l'aereoporto e l'autostrada col cimitero, e in particolare il funzionamento del semaforo all'imbocco con la via Madonna del Divino Amore. L'incrocio in questione è molto (...)



La capitale del numero chiuso

Catania, Centro Fieristico â€Å“Le Ciminiere†: da ieri fino al 15 settembre è qui che si svolgeranno i test d'ammissione per le facoltà dell'Ateneo di Catania, tutte â€Å“col lucchetto†, caso unico in Italia. Tra proteste e malcontenti, il diritto allo studio pare uscirne - Catania, il primo ateneo a (...)


Provveditorato di nuovo occupato

Un'altra occupazione, la seconda in due anni. Martedì mattina è ripartita la protesta all'ex Provveditorato agli Studi di via Coviello. Insegnanti di ruolo e precari hanno preso possesso, come già avevano fatto un anno fa, dell'Ufficio Scolastico Provinciale, per ricordare la propria opposizione (...)


Dalla-De Gregori, due marinai a Taormina

Trentâ€â„¢anni dopo Banana Republic, i due cantautori tornano insieme sul palco con il tour â€Å“Work in progress†. Il 25 agosto hanno fatto tappa al Teatro Antico, â€Å“sotto la luna puttana e il cielo che sorrideâ€


Scuola: anno nuovo, storia vecchia

Ricominciano le proteste dei lavoratori del comparto scuola. Il dieci per cento dei tagli della Gelmini ha colpito la Sicilia. Ieri a Catania un sit in in prefettura. La mobilitazione continuerà nel mese di settembre


Zeronovecinque


Sulle condizioni del Carcere di P.zza Lanza e i politici visitatori

CITTÀINSIEME CONTRO L’ENNESIMO SACCO DELLA CITTÀ: NO ALLA CHIUSURA DEL CARCERE DI PIAZZA LANZA. SÌ AD INTERVENTI STRUTTURALI. LE AMMINISTRAZIONI LOCALI SI OCCUPINO DELLA PENSILINA ANTISTANTE IL CARCERE. FLERES SI OCCUPI OLTRE CHE DELLE MATITE COLORATE ANCHE DELLA SALUTE DEI DETENUTI. A proposito (...)


Camera a Sud @ Marzamemi

29 LUGLIO 2010 AL FESTIVAL DEL CINEMA DI FRONTIERA 2010, a Marzamemi, ci sarà la presentazione del progetto CAMERA A SUD dei catanesi di South Media. Alle ore 19.00, presso il Cortile Villa Dorata (per “Chiacchiere sotto il Fico”), presentazione del progetto di archivio audiovisivo “Camera a Sud” (...)


Argomentare l’idiozia dell’informazione a Catania – Impaginazione, linguaggio, preinformazioni del lettore

Non so per quale strano motivo, ma questo lungo testo, datato 13 ottobre 2008, era disperso nei meandri del mio filesystem. L’argomentazione a distanza di quasi due anni mi sembra piuttosto debole e ci sono alcune premesse errate, ma considero comunque questo testo un buon punto di partenza per (...)


VEDERE i Tokyo Hotel da vicino. Si può FARE

I Tokyo Hotel sono adorati dalle ragazzine, e odiati dalla generazione nata negli anni ‘80… Ma non c’è che dire: hanno un look pazzesco. A metà tra gli EMO e gli EUROPE, con un tocco dei Kiss e soprattutto di manga giapponese, vedere i Tokyo Hotel è, come da titolo topic, una esperienza da (...)



Tutte le motivazioni addotte dal collettivo Wu Ming per continuare a pubblicare con Mondadori.

Un riassunto conciso per chi non è in grado di seguire le complesse elaborazioni di questi raffinati intellettuali di sinistra.


Nepotismo 2.0

Il sito di raccolta curriculum della Rai ti chiede se hai "parenti o affini" in azienda


Manuale del perfetto venditore di droga

Intervista con Alessandro Esposito


tra i due litiganti:Berlusconi gode


Guerre ed integralismo


Mission


Francia: ragazzo muore di morte italiana?


Piccoli uomini crescono


Il ricatto


legge di mercato