



L’AMT va verso il risanamento, grazie all’impegno del sindaco Stancanelli. Ma è tutto un bluff e si continuano a perdere decine di milioni di euro ogni anno. Nei prossimi anni la situazione invece...
Un autobus che va a marcia indietro non è facile da guidare, pensate cosa può accadere in una città ingolfata dal traffico in cui centinaia di autobus camminano solo con la retromarcia. Questa città è Catania. Qui ogni anno l’Azienda Municipale Trasporti produce una ventina di milioni di passivo. «Abbiamo avviato una sana gestione ed i risultati cominciano a vedersi»: dichiara il sindaco Raffaele Stancanelli gloriandosi di avere ridotto il passivo ad un paio di milioni. Ma è tutta una presa in giro ed il primo cittadino cerca di nascondere un giochetto contabile che si ripete periodicamente nei bilanci dell’AMT. È bastato prevedere una contribuzione per “costi sociali”, a carico del Comune, di circa 18 milioni, per fare finta di coprire il buco e disegnare sul suo viso un sorriso appuntato con gli spilli. Il Comune è notoriamente sommerso dai debiti e chissà quando potrà versare il contributo. I tempi ed i modi dell’operazione non sarebbero stati diversi se il contributo non fosse stato inserito in bilancio. Il Comune avrebbe comunque dovuto farsi carico delle perdite della propria azienda, solo che così non avrebbe potuto farsi bello con meriti che non possiede. A forza di andare a marcia indietro, intanto, i debiti raggiungono il record di quasi cento milioni. Pur vantando un credito verso il Comune di oltre 75 milioni, l’AMT è costretta a pagare interessi bancari sempre più alti ed a sopportare diverse azioni di pignoramento da parte di fornitori che non sanno quando potranno incassare i pagamenti che gli sono dovuti. Quest’anno però c’è una novità. Gli amministratori dell’azienda di trasporti hanno appena presentato all’amministrazione comunale il “piano di previsione pluriennale” e, nello stesso documento, dicono di avere fatto tutti i passi necessari per risanare la gestione, come deciso insieme alla giunta Stancanelli. Hanno eliminato una decina di linee, ne hanno ridotto il percorso di altre ed hanno ridotto le spese al minimo. L’amministrazione comunale invece – almeno secondo il documento appena citato – non avrebbe fatto la sua parte. Il Comune non avrebbe adottato e fatto rispettare i provvedimenti promessi. Provvedimenti che dovevano togliere l’intralcio del traffico privato in alcuni determinati tratti percorsi dai mezzi pubblici. Fino all’anno scorso, in Consiglio comunale durante la discussione sui bilanci dell’AMT, la maggioranza dichiarava di avere trovato l’uovo di Colombo: sarebbe bastato aumentare la velocità degli autobus per aumentare i contributi regionali. La velocità è invece diminuita così come i passeggeri trasportati, forse anche perché i 400 autobus sono pure invecchiati, portandosi ad un’età media di 11 anni ed in qualche caso raggiungendo la venerabile età di 34 anni. Eppure, per i prossimi anni, continuano a prevedere un aumento di passeggeri, di chilometri percorsi e di velocità dei mezzi accompagnati però da una riduzione delle ore di servizio dei dipendenti, del numero degli autobus e di quello dei dipendenti. Se è facile capire che al Comune di Catania due più due non fa quattro, è anche facile immaginare già adesso se le previsioni dell’amministrazione si realizzeranno e se i contribuenti catanesi perderanno un’altra ventina di milioni pure nel 2010.

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