I Siciliani giovani La periferica I cordai Casablanca CTzen Il clandestino Cieli GenerazioneZero Telejato AdEst Mamma! Monitor daSud I Siciliani di G. Fava

Bella l’Antimafia Ma Lombardo...


Era il 21 aprile del 2008, da pochi giorni Raffaele Lombardo aveva preso il posto di Totò Cuffaro a Palazzo D’Orleans: sugli schermi di “Exit” trasmissione d’inchiesta di “La7” tutta l’Italia potè vedere a cosa è ridotta - da molto tempo - la democrazia a Catania. Una vendita a cielo aperto di diritti, doveri, opportunità, vite, di interi quartieri. Da vergognarsi. Da spegnere il video e iniziare a bestemmiare.


18 settembre 2008, di Marco Benanti




Era il 21 aprile del 2008, da pochi giorni Raffaele Lombardo aveva preso il posto di Totò Cuffaro a Palazzo D’Orleans: sugli schermi di “Exit” trasmissione d’inchiesta di “La7” tutta l’Italia potè vedere a cosa è ridotta - da molto tempo - la democrazia a Catania. Una vendita a cielo aperto di diritti, doveri, opportunità, vite, di interi quartieri. Da vergognarsi. Da spegnere il video e iniziare a bestemmiare. Buste di plastica e “libertà” di votare, pasta ed elezioni, bisogni primari e “democrazia”: caduta libera di una città tragicomica e della sua miserabile classe dirigente.

JPEG - 27.2 Kb

I catanesi, saliti a tutto gas - in cerca di favori - sul nuovo carro del vincitore, quello di Raffaele Lombardo, filosofeggiavano: “a Catania ‘sti cosi ci su’ sempre stati… munnu è stato munnu è…” Intanto, le immagini delle telecamere facevano vedere - molto sommariamente, vista la brevità del programma - quali incubi siano le periferie catanesi, di quale violenza e di quale privazioni vivono quotidianamente migliaia di esseri umani. “I nostri fratelli”, li aveva chiamati Scapagnini: oggi, le periferie sono miserabili, nell’urbanistica come nella cultura, esattamente come quando arrivò il farmacologo napoletano, il degno erede di Enzo “Primavera” Bianco. Il Potere catanese aveva continuato a fare quello che ha fatto sempre: affari su affari, fottendosene di chi vive male, in una città senza opposizione e senza giustizia. Per il sottoproletariato urbano, qualche bella parola spruzzate di populismo d’accatto. A proposito: “ci su’ posti pi’ mmia?…”. Quella sera di aprile fu il momento del nuovo vincitore catanese: il momento di Don Raffaè. Ma suo posto, in tivvù, apparve, in collegamento, un altro personaggio: la conduttrice Ilaria D’Amico lo presentò come “l’avvocato del Governatore Lombardo”.

Era lui, l’avvocato Antonio Fiumefreddo, appena trombato nell’elezione per il Senato, dove s’era presentato con l’Mpa. Dopo l’ “epica battaglia” contro Scapagnini, che lo aveva cacciato dalla giunta di centro-destra, si era messo a capo di un movimento civico contro il farmacologo insigne. Poi si era materializzato l’avvicinamento a Lombardo: un incarico di esperto all’Apt, la nomina di Sovrintendente al “Bellini”. Un crescendo rossiniano. Mentre chi aveva visto il filmato su Catania cercava ancora di darsi una spiegazione di tanto degrado, Fiumefreddo partì in quarta, da par suo, da avvocato di grido.

Parentesi: Del resto, quando hai già difeso Andò e Nicolosi che timori puoi avere di affrontare temi delicati? Quando hai già difeso gente come il boss Alfio Laudani, il volto finanziario - settore immobiliare - del clan alleato di Nitto Santapaola? Proprio lui, Laudani, il capomafia di San Giovanni La Punta, al centro del Caso Catania. Sulla “pazzia” di Laudani - smentita clamorosamente a Parma, dove era detenuto - tanto aveva insistito la Procura della Repubblica di Catania, da rivolgersi (invano) persino alla Cassazione per non farlo processare. Quando c’è di mezzo la borghesia mafiosa, la giustizia, che - com’è noto è uguale per tutti - ha strani percorsi.

Ad un certo punto Fiumefreddo aveva rimesso il mandato di difensore; al giudice Antonino Ferrara, che non si era piegato alle menzogne del Potere, sono arrivate, invece, minacce dai vertici della Procura e isolamento progressivo, anche e soprattutto dai magistrati “impegnati”. Del resto, ma chi le dovrebbe raccontare ‘ste cose in una città dove ai giornalisti è consentito di raccontare liberamente al massimo le previsioni del tempo? Per gli altri c’è la fame e naturalmente la giustizia, calvinisticamente inflessibile in questi casi. Fine della parentesi. “Ci sono aspetti evidentemente diffamanti in quello che avete mandato in onda...” esordì allora a La7 Fiumefreddo con la D’Amico. Quali? “Il titolo - spiegò subito - mercato dei voti”.

Non era stato servizio ai cittadini, secondo lui, quell’inchiesta. Mancavano le altre forze politiche, mancava l’indagine ad ampio raggio. Mettiamoci gli altri e poi vediamo che effetto fa…Sarebbe stato più bello? No, sarebbe stato più corretto. Insomma - sottointeso - mettiamoci anche i “comunisti”. Probabilmente, si doveva fare quello che a Catania - dove l’avvocato Fiumefreddo ha avuto, a lungo, porte spalancate nella stampa ufficiale di città - non accade quasi mai. E se si fosse fatto, ad esempio, in occasione della “danza antimafia” del 7 settembre scorso, cosa avrebbero potuto scoprire i giornalisti non ridotti al ruolo di velinari di Palazzo? Per Fiumefreddo, però, “il taglio” del servizio di Exit era chiarissimo. Quale? A suo dire, ci sarebbe stato un “obiettivo dolosamente perseguito di fare confusione e di mettere insieme episodi gravi con altre circostanze che per la verità lasciano perplessi”. Ecco trovato il problema: intervistare i bambini che “evidentemente non sapevano di essere intervistati”. Che giornalismo è questo? E la deontologia? Il richiamo fece effetto. A Catania, invece, si rideva di gusto. Perché? Forse perché a Catania, la deontologia giornalistica è vissuta per lo più come materia di satira, spesso involontaria. Ma forse l’avvocato Fiumefreddo quando legge “La Sicilia” è un po’ distratto, probabilmente non nota talora “cedimenti” deontologici. Meglio scagliarsi contro quelli di “Exit”.

Il meglio, però, doveva arrivare. Esiste un mercato dei voti? La questione era chiara, ci sono stati “giornalisti che pensano di costruire un servizio che ha l’obiettivo - per titolo - di dimostrare un mercato dei voti che non esiste nel caso specifico per quello che vi dirò... Questi bambini parlano di un fenomeno che esiste, che è conosciuto, che è quello del voto di scambio, che esiste e che va condannato in ogni sede, io non sono qui per difenderlo..”. Le corde giuste, ciò che bisogna dire. Ma la borsa della spesa nel patronato?

“La risposta è nella didascalia… - precisò Fiumefreddo - si è letto nel servizio che trattasi di "banco alimentare” e non di patronato". Importante distinzione - "In ogni caso il consenso che ha avuto il Presidente Lombardo, un milione e ottocentomila voti, mi pare che non sia corretto volerlo in qualche modo incanalare nel meccanismo del voto di scambio, che in Sicilia esiste, come esiste in tante altre regioni, che va perseguito”. L’avvocato rese noto che il Presidente Lombardo aveva avuto come reazione la legalità: rivolgiamoci all’Autorità Giudiziaria.

Insomma, andiamo al Palazzo di Giustizia di Catania. Proprio così. La legalità: forse solo qualche “comunista” non si è accorto che Lombardo persegue proprio la legalità. Comunque, l’esposto su questi fatti l’Avv. l’ha presentato: ora c’è da avere - per quelli che ce l’hanno - fiducia nella magistratura. Così si dice. In un canovaccio già collaudato, potevano poi mancare le parole di difesa della sicilianità? No di certo: che non si tenti - fu il senso finale delle parole dell’avvocato del governatore - di lanciare accuse, dopo un’elezione plebiscitaria, che non si realizzi, insomma, cosa? “Un tentativo doloso, inaccettabile che fa male ai siciliani innanzitutto…” Clap, clap dei catanesi. E poi: "Quale legge impedisce al patronato di fare attività politica? Non si facciano allusioni ad un possibile mercato dei voti, insomma!". Da antologia. “Lombardo è in prima linea!” proclamò l’avvocato. Contro il voto di scambio, per la legalità, insomma per la giustizia. Se avete, per caso, dubbi in merito, cercatevi il “libro mastro” delle raccomandazioni in quota Mpa: questo sì che è uno spaccato di buona politica, alla catanese. Poi potete andare a parlare con gli operai “rottamati” della “Cesame”, con i clientes e con quelli fuori dal giro del sistema mafioso delle raccomandazioni, con i “galoppini” di periferia e con gli abitanti di Librino al buio e vedete se l’Mpa è proprio un esempio di rinnovamento…

C’era ancora da vedere e molto. Nel silenzio generale, mentre il rifondarolo Franco Giordano, in modo perentorio, scuoteva la testa, Sonia Alfano, ospite della trasmissione chiese all’Avv.: “sono consigli per gli acquisti? Le facce dei candidati nei patronati che sono?". Fiumefreddo rispose a tono: “Questo grande successo plebiscitario serve proprio a contrastare questo stato di disperato disagio che evidentemente negli anni ha anche realizzato un fenomeno che certamente ha fatto allignare comportamenti illeciti e anche comportamenti di sostegno da parte della mafia, ma non è riferibile questa condotta all’on. Lombardo”. L’Mpa e il suo leader faranno un’altra Sicilia, insomma. Non ridete, sembra tutto vero.

Il finale riservò altre sorprese: l’Avv. si mostrò quasi amareggiato per un “servizio affidato ad avversari politici”. Certo, la conduttrice gli rispose difendendo il lavoro dei giornalisti di “Exit”, ma lui restò impassibile: del resto, chi è abituato alla corretta informazione di Mario Ciancio può restare insensibile a questi “servizi”, a quei sindacalisti che apparivano? Suvvia! Un mezzo scandalo, insomma. Per fortuna, ci penserà don Raffaele a perseguire legalità e giustizia: chi ne dubita “comunista” è.


Digg Del.icio.us Facebook Google Technorati Live MySpace Wikio


Commenta l'articolo


Ci sono 3 contributi al forum.

Bella l’Antimafia Ma Lombardo...


1 ottobre 2008, di : Anna


Una domanda (da milanese che non conosce i magistrati di Catania) per l’autore dell’articolo: cosa vuol dire che Ferrara ha ricevuto “isolamento progressivo, anche e soprattutto dai magistrati “impegnati””? Spesso mi capita di imbattermi in articoli che descrivono realtà locali e che usano frasi ironiche o stoccate comprensibili appieno solo per chi conosce già i fatti e le persone coinvolte… Capisco che non si possa, ogni volta che si sta scrivendo del tema “x”, evitare rimandi ad altri temi o farli solo a patto di fornire in calce una bibliografia completa, così ho cercato in rete informazioni sulla vicenda di Ferrara. Ho trovato un articolo che la descrive, ma non capisco chi siano i magistrati "impegnati" di cui sopra. Grazie per l’eventuale chiarimento.



La nostra rete/Lavori in corso



"Ringraziamenti" al Sindaco da Librino

Grazie per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente Grazie per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante alla (...)


Il nostro Scidà

Aiutò i ragazzi poveri. Difese la Città. Sembra che stia dormendo, e che sorrida. Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua (...)


Ciao, Giambattista Scidà!

Un uomo d'altri tempi. Giambattista Scidà lo è stato. Sicuramente per il suo rigore morale e per la sua intransigenza verso le ingiustizie e le acquiescenze. Ma allo stesso modo - in questo tempo - ha saputo lottare per la giustizia come pochi altri. L'ex presidente del Tribunale per i minorenni (...)



Vedo Sento Parlo, l’antimafia degli scout Ricordare le stragi «sporcandosi le mani»

Una due giorni per ricordare Falcone e Borsellino a vent'anni dai tragici fatti del '92, e per sensibilizzare sulle tematiche antimafiose da tenere a mente tutto l'anno. E' l'iniziativa degli scout AGESCI di Catania, in programma per il 19 e 20 maggio. Uno spettacolo e una tavola rotonda per un (...)


Etna, la passione e l’attesa Axel, l’uomo-bambino dalle mille vite

Un lavoro come ingegnere, lunghe ore passate in un cantiere navale, poi l'improvvisa passione per la natura e per la vita. Il suo prossimo obiettivo è un documentario - per il momento senza titolo - sull'Etna, «passando per le persone che ne sono appassionate». Uomini che - pur trovandosi lontano (...)


Comune contro lavavetri e venditori abusivi «Quando c’è polizia meglio andare via»

Primo giorno di applicazione dell'ordinanza contro lavavetri e venditori abusivi del sindaco Raffaele Stancanelli e dell'assessore Pesce. Nessuna multa elevata ai trasgressori. I lavavetri scappano e si nascondono quando vedono personale in divisa. Non si può dire lo stesso per i venditori (...)


Mare chiuso, volti e storie dei respingimenti «L’imbarbarimento della nostra civiltà»

Andrea Segre e Stefano Liberti sono andati fino a Shousha, in Tunisia, per raccontare cosa succedeva ai barconi di migranti fermati al largo delle coste mediterranee e spediti in Libia. Un documento unico, le testimonianze dei protagonisti, che mostra l'incapacità dell'Italia di creare un vero (...)



"Giornale del Sud" - Immagini del nostro novecento

Mostra Fotografica: "Giornale del Sud" Immagini del nostro novecento di Giovanni Caruso e Aldo Ciulla hanno collaborato Daniela Calcaterra e Maurizio Parisi dal 4 al 6 gennaio 2012 ore 16:00 - 20:00 presso il salone della Parrocchia S.S. Pietro e Paolo Via Siena 1, (...)


San Libero - 394

22 novembre 2011 ___________________________________________ IL NOSTRO SCIDÀ Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua città. (...)



Natalino Balasso e' un fan di Mamma!

Il comico che con i suoi video ha smontato l'economia del desiderio e dell'invidia condivide il nostro sogno di una rivista libera.


La rivista Mamma! incontra i suoi lettori

Appello a chi ci vuol bene: invitateci nelle vostre citta' a parlare della nostra rivista. Senza grandi capitali alle spalle, l'unica salvezza e' il passaparola porta-a-porta. Vi raccontiamo dove siamo stati in questi giorni e dove stiamo per (...)


La "i" mancante...


Festival Perugia: giornalismo a fumetti cogli "Spaghetti Comics"“

"Spaghetti Comics": giornalismo a fumetti al Festival Giornalismo Perugia, 29 aprile Satira, ironia, informare divertendo i lettori: ecco gli Spaghetti Comics, ovvero la nuova frontiera della scrittura stampata e online, il giornalismo a fumetti. Di cosa si tratta e come si pratica questo (...)


Comando e Controllo: una societa' sotto shock

Tre anni dopo il terremoto dell'Aquila, il 95% delle macerie è ancora lì dov'era. Ma chi ne parla?


Matteo Bordone, Wired.it e la moderna gestione delle feci

Cessi per gatti da 300 euri e Water con bidet incorporato: la nuova frontiera delle marchette


Mamma! numero nove: chiamata alle arTi

Tutte le coordinate per partecipare al progetto giornalistico piu' fumettoso d'Italia.


La famigghia leghista


I figli saran pezz'e core ma... la Mamma??

Non ci piace lavare i panni sporchi in famiglia, e quindi pubblichiamo volentieri le lamentele del vignettista PV sui meccanismi redazionali. Si puo' sempre migliorare, e proveremo a farlo.


La Cina è vicina