I Siciliani giovani La periferica I cordai Casablanca CTzen Il clandestino Cieli GenerazioneZero Telejato AdEst Mamma! Monitor daSud I Siciliani di G. Fava

Calabria Ora, Calabria mai


Pollichieni, Comito, Pantano, Talarico, Graziadio, Vetere, Petrasso, Furia, Mazzuca e Ric­chio: ecco dieci calabresi coraggiosi che amano la loro terra e l’hanno servita con corag­gio e onore dalle pagine del loro giornale. Fausto Aquino e Piero Citrigno, invece, sono due calabresi poveracci (d’animo, non di soldi: sono infatti i padroni del giornale) che non hanno avuto le palle di sostenere i loro giornalisti e li hanno fatti andar via. Al­tri dieci cronisti in mezzo alla strada, poveri, abbandonati e minacciati dai mafiosi


28 luglio 2010, di Redazione




«Io, con i carabinieri e polizia sotto casa, metto in strada la mia famiglia». E’ appena finita l’assemblea di redazione a Calabria Ora. Pietro Comito ha le dimissionsi nel cas­setto, ci dice, e gli anno intensificato la sor­veglianza. E’ sotto tutela perché lo scorso cinque luglio un picciotto per telefono gli ha detto che per lui è già pronto il posto al cimitero. Aveva pubblicato un pezzo sull’a­vanzata delle nuove leve del clan Soriano di Vibo Valentia. Agostino Pantano, re­sponsabile della re­dazione di Gioia Tauro, se n’è già andato. Lui di minacce ne ha ri­cevute due. L’Ora della Piana, il dorso che realizza assieme a pochi collaboratori, un paio di anni fa è fi­nito nelle conversazioni intercettate in car­cere tra il boss Pino Piro­malli e il figlio An­tonio: «Calabria Ora continua a rompere i coglioni», diceva il patriarca al 41bis. Ago­stino nel mirino e ora senza più un lavoro. Ha seguito il direttore Paolo Pollichieni che il 20 luglio ha salutato i lettori con un editoriale che lascia poco spazio alla fanta­sia: «Sapevo che raccontando le inchieste giudiziarie delle ultime settimane, che scri­vendo dei rapporti tra la mafia e la politica, raccontando anche i retroscena più inquie­tanti di quella zona grigia che è il vero ca­pitale sociale della ‘ndrangheta, avremmo pagato dei prezzi altissimi.» Lo stesso gior­no sono andati via il caporedattore centrale Barbara Talarico, i vicecaporedattori Fran­cesco Graziadio e Stefano Vetere, il capo­servizio di Cosenza Pablo Petrasso, quello della Cultura Eugenio Furia e il responsabi­le delle Cronache politiche Antonio Ric­chio. Dopo alcuni giorni anche Gaetano Mazzuca, caposervizio di Catanzaro.Tutti si sono dimessi. Otto giornalisti, l’ossatura del quotidiano. «Un segnale sicuramente negativo – ha dichiarato il procuratore nazionale antima­fia aggiunto Vincenzo Macrì – che dimo­stra la forza di intimidazione e di condizio­namento che la ‘ndrangheta sa esercitare non solo direttamente (come dimostrano le numerose minacce dirette ai redattori del giornale ed allo stesso direttore), ma anche attraverso i suoi esponenti e referenti politi­ci e istituzionali». Ma cosa è accaduto? E accaduto che il direttore ha lasciato nel giorno in cui, in prima pagina, il titolo stril­la: «E Peppe incontrò il mafioso. A Milano Scopelliti vide più volte Martino, “amba­sciatore” del clan De Stefano». Giuseppe Scopelliti, il governatore della Regione eletto lo scorso marzo. Pollichieni lascia mentre il giornale ha picchi di vendita di quindicimila copie (quando lo prese, tre anni fa, non arrivava a quattromila). Lascia al culmine di una cam­pagna di stampa che da alcune settimane scava incessantemente nelle pieghe del po­tere politico mafioso ca­labrese. In un mo­mento in cui sono sul piat­to due inchieste della magistratura, Meta e Il Crimine, cha hanno avuto un impatto de­vastante sul tes­suto criminale di Reggio cit­tà. E Scopelliti a Reggio città è stato sinda­co per sette anni, rieletto nel 2007 col 70% dei voti. E così si scopre, e si pubblica, che il 15 ottobre del 2006 l’attuale governatore par­tecipò, assieme a ‘ndranghetisti del calibro di Cosimo Alvaro, alle nozze d’oro dei ge­nitori di compare Mimmo Barbieri, impren­ditore arricchitosi con i pubblici appalti, ar­restato per mafia lo scorso 23 giugno. E così si scopre, e si pubblica, che l’allo­ra sindaco Scopelliti avrebbe ripetutamente incontrato a Milano Paolo Martino, «cugi­no dei De Stefano e a loro legatissimo al punto di essere arrestato e condannato per associazione mafiosa, traffico di armi e ri­ciclaggio». «Al centro delle indagini – pub­blica il giorno del terremoto, Calabria Ora – il vor­ticoso giro di appalti che alcune im­prese reggine vicino ai clan avrebbero otte­nuto in Lombardia con l’intermediazio­ne di grossi esponenti politici lombardi del cen­trodestra attivati dai loro colleghi reggi­ni.» «La cosa incredibile – ci dice l’ex diretto­re – è la fretta con cui si è sviluppata questa rottura. Da settimane ormai seguivamo questo filone senza ricevere nessun tipo di avvertimento, né smentite, né minacce di querele. Gli editori sapevano che l’altro ieri saremmo usciti con questa notizia e hanno cercato il pretesto. Uno di loro, Pietro Citri­gno (condannato in secondo grado per usu­ra, ndr), mi ha chiesto di avere rapporti più frequenti con la redazione. Un’ingerenza che non potevo accettare e per questo mi sono dimesso.» Un pretesto, dice Pollichie­ni, «il vero motivo è scritto nero su bianco nel mio editoriale». «Sapevamo – c’è scritto – che il potere avrebbe esercitato tutte le pressioni possibi­li per chiedere la testa del direttore di que­sto giornale, per normalizzare, per avere un giornale meno impiccione che anche quan­do parla di mafia non lo fa riempiendo le pagine della mafia folk, quella di Osso, Matrosso e Carcagnosso.» Quell’editoriale (e il pezzo su Scopelliti) in edicola lo hanno trovato in pochi. Cala­bria Ora il 20 luglio è arrivata puntuale solo a Cosenza, a Reggio dopo le undici, in tutte le altre province non è mai arrivato. Guasti alle rotative, hanno dichiarato gli editori. Il giorno dopo era firmato da uno di loro, Fausto Aquino. In pagina, i fondi europei che Scopelliti è riuscito a portare in Cala­bria, dell’inchiesta sulle frequentazioni coi De Stefano nemmeno l’ombra. Così come nei giorni successivi. Ai calabresi non è dato sapere. Ai redattori rimasti, Aquino ha detto che sarà assicurata la loro autonomia, che la li­nea sarà garantita dal nuovo direttore, Piero Sansonetti, ex direttore di Liberazione e de L’Altro, e che forse avrà messo piede in Cala­bria giusto da turista. Calabria Ora aggressiva, colorata, rompi­coglioni, ha di fatto vivacizzato nei suoi quattro anni di vita il panorama dell’infor­mazione calabrese. Un corpo redazionale composto per lo più da giovani, mediamen­te trentenni. La necessità di imporsi e quin­di di crescere in un mercato pubblicitario asfittico, in un regione dove il tasso di let­tura è il più basso d’Italia. In queste condi­zioni, il giornale, negli ul­timi tre anni ha raddoppiato le copie. E lo ha fatto dando notizie. Non poteva fare al­trimenti. Puntan­do sulla giudiziaria, stril­lando a volte, ma andando a fondo, vivise­zionando il territo­rio, raccontandolo in tutte le sue contraddi­zioni. Per farlo ha pagato un prezzo altissi­mo in termini di serenità dei suoi redattori. In questi tre anni, una decina i giornalisti, come Pietro Comito e Agostino Pantano, sono stati pesantemente minacciati dalla ‘ndrangheta. Alcuni di loro oggi vivono drammi personali e professionali altissimi, alcuni perdono il posto di lavoro, fanno «il salto nel buio», altri continueranno a lottare dal di dentro: «Voglio provare a vedere cosa succede – dice Alessandro Bozzo, pa­dre di famiglia minacciato lo scorso ottobre – voglio crederci ancora, ché se in questa regione anche per il 20% si riesce a fare in­formazione, io in quel 20% voglio restare.»

Roberto Rossi


Digg Del.icio.us Facebook Google Technorati Live MySpace Wikio


Commenta l'articolo


Ci sono 0 contributi al forum.

La nostra rete/Lavori in corso



"Ringraziamenti" al Sindaco da Librino

Grazie per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente Grazie per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante alla (...)


Il nostro Scidà

Aiutò i ragazzi poveri. Difese la Città. Sembra che stia dormendo, e che sorrida. Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua (...)


Ciao, Giambattista Scidà!

Un uomo d'altri tempi. Giambattista Scidà lo è stato. Sicuramente per il suo rigore morale e per la sua intransigenza verso le ingiustizie e le acquiescenze. Ma allo stesso modo - in questo tempo - ha saputo lottare per la giustizia come pochi altri. L'ex presidente del Tribunale per i minorenni (...)


Incontro a Librino su tutela del territorio e inquinamento ambientale

L'importanza della tutela del nostro territorio, per lasciare ai nostri figli non devastazione ma un ambiente vivibile e sostenibile; la prevenzione delle malattie conseguenza dell'inquinamento, per la tutela del cittadino e come risparmio di una spesa sanitaia sempre più alta dovuta al sorgere (...)



Forza d’Urto, tra furori sudisti e caos Richichi: «Noi, l’armata Brancaleone»

Qualche giorno di riflessione per decidere bene proteste e metodi. Così è stato deciso alla fine dell'assemblea regionale di ieri. Tra qualche giorno il movimento Forza d'urto si farà sentire di nuovo, probabilmente bloccando i prodotti siciliani in uscita. «Non vogliamo danneggiare i siciliani, ma (...)


Due film, un bivio: partire o restare? Al King un evento targato CTzen e RadioLab

I dubbi e le scelte che attendono i neolaureati dopo la conquista dell'agognato traguardo sono al centro de Il pezzo di carta, il cortometraggio del giovane regista catanese Marco Pirrello, che sarà proiettato in anteprima assoluta il prossimo 13 febbraio al King insieme al documentario Italy: (...)


Stefania Noce, l’assassino fuori dal carcere «È in osservazione all’ospedale psichiatrico»

Dal 4 gennaio Loris Gagliano si trova all'interno dell'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Il ragazzo, 24 anni, ha ucciso lo scorso 27 dicembre la sua coetanea ed ex fidanzata e il nonno di lei, Paolo Miano, 71 anni. Sono in corso le indagini preliminari, la procura di (...)


CtBike, pista ciclabile abusiva in via Umberto «Rivendichiamo il diritto di pedalare»

Un gruppo di giovani catanesi anonomi ha realizzato una pista ciclabile nella zona di via Umberto, tra villa Bellini e piazza Iolanda. Il loro scopo? In una città dove in tanti infrangono giornalmente le regole, far sapere al Comune e agli automobilisti che esistono anche loro, i ciclisti. «Gli (...)



"Giornale del Sud" - Immagini del nostro novecento

Mostra Fotografica: "Giornale del Sud" Immagini del nostro novecento di Giovanni Caruso e Aldo Ciulla hanno collaborato Daniela Calcaterra e Maurizio Parisi dal 4 al 6 gennaio 2012 ore 16:00 - 20:00 presso il salone della Parrocchia S.S. Pietro e Paolo Via Siena 1, (...)


San Libero - 394

22 novembre 2011 ___________________________________________ IL NOSTRO SCIDÀ Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua città. (...)


Campo Estivo GAPA 2011 - Cava d'Ispica

Il campo estivo rappresenta un momento di condivisione e di arricchimento in un contesto "altro" lontano dai disagi quotidiani. E' un incontro fra generazioni che si inseguono in modo orizzontale.


VOLONTARI CERCASI

per doposcuola e attività per bambini e ragazzi a San Cristoforo Il GAPA (centro di aggregazione popolare) lancia un appello a tutti i ragazzi e a tutte le ragazze, agli uomini e alle donne che vogliono fare del volontariato a S. (...)



Perchè la Margherita è bella


Bambini, fumetti, Catania: l'esperienza dei "Cordai"

L'esperienza di un giornale di quartiere nato a Catania che coinvolge anche i bambini nel nuovo linguaggio del giornalismo a fumetti.


Tremonti tardo no-global

Viviamo in un periodo a rischio per la democrazia, che non è minacciata dai militari, bensì dai banchieri, tecnici e funzionari del capitale finanziario cosmopolita. Ma non è la prima volta che Tremonti elabora un’interpretazione, come dire, “tardo no-global” dei processi di crisi che investono il (...)


Non c'è più religione!


Decreto MILLEproroghe...


La sindrome "Schettino"


Raso(r)iate


Mamma! a Bologna

Libreria Irnerio, via Irnerio 27 - Bologna


Tassa sul fumo


BENZINA sul fuoco...... :-)