sabato 31 maggio 2008, di Toti Domina
Salvo D’Amato, in arte Salvo Dani conosce a memoria più di cinquecento canzoni napoletane. A trentadue anni non può vivere senza cantare. E dire che è uscito dalla quinta elementare a tredici anni anni, non ne mangiava scuola. La mattina spesso nascondeva la cartella in un buco del muro dell’elementare Cesare Battisti in via delle Salette e andava alla sala giochi che si trovava di fronte. Adesso è un ragazzo perbene, semplice, gentile e che adora cantare, voluto bene da tutti.
"Sono nato in via De Lorenzo a San Cristoforo, mamma casalinga, Domenica Nicotra, 60 anni e padre muratore Giuseppe D’Amato, 64 anni, quinto di sette figli, vivo ancora in casa con mio fratello piccolo di diciotto anni, altri fratelli e sorelle sono sistemati e due di loro vivono ad Ancona. Ho preso la quinta elementare e sono andato a lavorare per guadagnare, ho preso la terza media serale qualche anno fa. Ma me ne sono pentito di non aver studiato. Ho lavorato come falegname, per sei anni. Poi sono andato fuori Catania con mio padre ad Ancona a fare il muratore, per altri tre anni. Poi sono tornato e ho fatto il posteggiatore per altri sette anni in una discoteca. Da tre anni non ho un lavoro fisso e faccio adesso lavoretti occasionali."
Chi ti ha contagiato la passione per la canzone napoletana?
"Fin da piccolo sono un fan di Nino D’Angelo e avevo le sue basi musicali e cantavo. Poi al teatro dei salesiani delle Salette durante una serata mi hanno fatto cantare e lì ho capito che ero capace di farlo. Canto almeno un’ora al giorno e mi piace scrivere anche testi nuovi. Sono riuscito a comprarmi l’attrezzatura per fare le serate. Mi chiamano per compleanni, battesimi e mi cercano abbastanza.I testi delle canzoni parlano soprattutto d’amore, a me piace cantare solo canzoni d’amore, ci sono altri temi, violenza o altri problemi, ma io non li canto."
Come passi la giornata?
"Mi alzo e scrivo appunti per nuove canzoni, mi ispirano le storie vere. La mattina non canto lo faccio il pomeriggio almeno un’ora verso le cinque. Domando in giro se c’è lavoro, ad amici miei. Una volta per le elezioni mi avevano promesso un lavoro, ma poi non si sono fatti più sentire. Aspetto tante risposte. La sera spesso faccio serate, l’estate soprattutto, o esco con gli amici. Ho tanti amici e tutti mi vogliono bene come fratelli. Ancora nel quartiere si respira un’aria bella fatta di persone che non ti tradiscono, ci conosciamo tutti come in un piccolo paese, io esco di casa e saluto “ciao zu pippu, ciao...". E’ come una grande famiglia, a volte c’è un po’ di invidia, ma non mi interessa. C’è poco lavoro però, e troppi ragazzi disoccupati."
La tua carriera?
"Ti dicevo che ho cominciato a cantare per gioco le canzoni di Nino D’Angelo, poi dopo tanti anni grazie ad alcuni amici ho registrato il mio primo CD con un’etichetta indipendente. Ringrazio per questo primo CD Gigi Mariani per i testi, le cantanti Gracy e Claudia Aiello, Dino che ha la sala e ha fatto il mixaggio, Pino Di Bue che ha fatto l’arrangiamento."
Il tuo sogno?
"Registrare un CD con la casa discografica di Toni Ranno la Sea Musica, ma ci vogliono almeno 5 mila euro, farebbero arrangiamenti e distribuzione e organizzerebbero gli eventi. Dovrei avere un lavoro e lavorare tanto per accucchiare tutti questi soldi. Ma mi piace troppo cantare e spero di riuscirci."
Ti aspettiamo al Gapa per una serata, Salvo, e adesso cantaci una canzone siciliana però.
"Con piacere!
"Mi votu e mi rivotu suspirannu, passu li notti ‘nteri senza sonnu,
e li biddizzi tò vaju cuntiplannu, ti penzu di la notte fina a jornu..."











