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Comune di Catania, i debiti aumentano e soldi non ce n’è


Il sindaco Stancanelli sembra vivere giorni più tranquilli. Ma è tutta apparenza. In realtà sono pochi i creditori che vengono soddisfatti. Chi ci riesce, grazie alle vie legali, aspetta anni. Ma ci sono anche gli interessi e le spese legali


8 ottobre 2009, di Redazione




E’ tornato il sereno a Palazzo degli elefanti, la sede del municipio catanese. I dipendenti non protestano più per il ritardo nella riscossione dei loro stipendi e neppure le cooperative manifestano. Solo, ogni tanto, si vede qualche ambulante che vuole continuare a vendere frutta abusivamente.

I soldi fantasma

I 140 milioni promessi dal governo Berlusconi sembrano avere avuto l’effetto di tranquillizzare gli animi. «Sono stati promessi a tanti creditori – si vocifera nei corridoi del Palazzo – e quando arriveranno, semmai accadrà, in molti resteranno a becco asciutto e i problemi torneranno, peggio di prima». Intanto l’ultimo avvistamento dei denari promessi li vorrebbe dirottati per il terremoto dell’Abruzzo ed il sindaco veste i panni da sceriffo, pensando così di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle prostitute, sui bulli, sui vandali e sulle cicche per terra.

La via del Tribunale

Se poi qualcuno vuole essere pagato e si presenta in ragioneria con la fattura in mano, in genere la risposta è il silenzio e l’unica strada percorribile che gli rimane è quella che passa per le stanze dei tribunali. Comincia allora l’iter dei provvedimenti giudiziari con un’amministrazione che si oppone al pagamento ed incarica qualche avvocato. Pur sapendo di stare dalla parte del torto. Dopo anni, ottenuta una sentenza definitiva che riconosce le ragioni dei creditori, questi ricorrono al Tribunale Amministrativo Regionale che, a sua volta, non può fare altro che nominare un commissario ad acta. Il commissario assume i poteri dell’amministrazione inadempiente e dispone il pagamento. A questo punto l’importo da sborsare è aumentato di parecchio, grazie agli interessi e alle spese legali e, quelli che seguono sono solo alcuni esempi.

I creditori in fila

La “Mario Orlando & figli” ha ottenuto il pagamento di un debito del 2005 di 116.127 euro. Con l’aggiunta di altri 8.500 per il ritardo. L’associazione “Sacra Famiglia è stata soddisfatta con la modica somma di 417.629 euro, quasi raddoppiata rispetto al debito iniziale di 285.803. L’associazione “Villa Regina” è riuscita, invece, a portarsi a casa quasi tre milioni, un milione in più di quanto il Comune avrebbe dovuto sborsare se avesse pagato in tempo. L’elenco è lungo ed ogni giorno si allunga anche la lista dei commissari che bussano alla porta del Comune con il rischio di fare pure errori contabili. Come quello di pagare alla “Sicula Trasporti” 49.000 euro in più. Questa volta qualcuno se ne è accorto in tempo.

Piero Cimaglia


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