



Università: Semu tutti precari tutti? Catania dice la sua
Si chiama Baracillus Animalis. Sembra una palla da rugby scoppia, presa a calci un milione di volte, rivoltata nell’olio di semi fritto e rifritto, torturata con una cannuccia di plastica Ha due antenne curve e dentro l’ellissi sgorbia si muovono piccole sfere fuxia e gialle che schizzano in giro e in diagonale come palle da flipper. Il Baracillus è agonizzante. E’ lui il vero precario. Le navi del Cnr italiano lo vanno a pescare in tutto il Mediterraneo per estrarne un’enzima, lo Psapma Barbaris, una roba che serve a depurare niente di meno che le acque inquinate del pianeta Terra, e non solo. Anzi, si mangia i rifiuti e i liquami che noi non riusciamo a smaltire come se fossero hamburger formaggio, patatine e ketchup. Ma a chi serve! Alla Esso? Macchè. Alla Q8 o ai megapetrolieri Moratti ed Eni??? Scherzate…Serve a tutti noi. Ma con le università in mano ai privati, come vorrebbe la nostra Gelmini, il Baracillus Animalis e lo Psapma Barbaris, se n’andranno tranquilli per il Meditterraneo, nuotando amabilmente mano nella mano e facendo piroette. Nessuno li disturberà. Di certo non la ricercatrice catanese che li va a pescare e studiare, e che con coraggio – o ingenuità- lasciò l’Olanda dove per raccogliere alghe appiccicose nella Manica le davano milleseicento euro al mese, contributi per la pensione, e soldi del Cnr dei tulipani.
Nel frattempo l’Etna sta per esplodere. Terremoti e tsunami sono in arrivo a bizzeffe. E allora? E chissenferega?! I vulcanologi che stanno lissù a controllare per noi sono ricercatori precari. La Gelmini li manda a casa, e la lava scende beata fino alla pasticceria Savia, in pieno centro, ricopre i cannoli alla ricotta, scavalca gli arancini e si confonde col sugo, in silenzio, zitta zitta. Ogni tanto scoreggia qualche lapillo. La scala Ritcher si fa in quattro per raggiungere i 10 gradi, e noi quìssotto beati ci godiamo lo spettacolo. Niente soldi, niente controlli sul vulcano. Useremo i metodi antichi. La fuga, gli scongiuri, le preghiere, Insomma, ci tocchiamo i bassifondi…
E poi ci sono gli Spad. Sono delle cellule fotoqualcosa che servono a catturare i sensori ipersensibili dei microscopi, delle macchine fotografiche, telecamere, strumenti a raggi x. Poca cosa, insomma. Acchiappano la realtà e ce la spiegano per bene, immobilizzandola con esattezza. Ma, scusate, chissenefrega di conoscere la realtà? Un gruppo catanese inizia il progetto, investe denaro. Ma v’eravate illusi. Si può vivere senza Spad. Chessono questi Spad? Chi di Spad ferisce di Spad perisce. Insomma, ‘fanculo pure questi Spad, i Baracillus Animalis, e il signor Ritcher con tutta la sua scala.
C’è un ragazzo di colore che sale su uno sgabello, che urla al megafono: “Ragazzi, ci stanno togliendo i nostri diritti! Ragazzi, i miei genitori ci credevano in questa Italia, ma loro ci vogliono idioti! Ragazzi…reagiamo ragazzi!.
E un professore universitario del Pleistocene, un tirannosaurus rex, uno col giubbotto avana tra l’Humphrey Bogart di Casablanca e l’ispettore Clouseau della Pantera Rosa, col dito nel naso, che fa: “All’Università c’è stata la grande sbracata. Soldi a tutti. Posti a tutti. Compra qua, compra là. Ora che si tirano le reti si piange”. E la sua caccola vola via. Tanto, una colata lavica presto la seppellirà, il terremoto sfuggito di mano la inghiottirà, la prossima manifestazione studentesca la calpesterà e nessuno la vedrà perché avranno lasciato gli Spad fotonici dei super-ricercatori a marcire tra le ragnatele, nei vecchia armadi di amianto. Semu tutti precari tutti?
Il problema grosso è che gran parte dell’università è in mano ad un meccanismo perverso che ingoia i pochi barlumi di dignità che ti sei costrutito faticosamente negli anni. L’università è già privatizzata da tempo, il meccanismo è di natura "privata", nel senso che i posti di dottorato, di ricercatori e ... è un’affare "privato" dei soliti professori. La vera lotta è liberare la dignità degli studenti, per rendere veramente pubblica la nostra università, dove pubblica significa di tutti e per tutti, dove ogni studente o studentessa e laureato o laureata abbia pari dignità e opportunità qualsiasi cognome porti, qualsiasi parentela o non parentela abbia, dove possa essere giudicato solo ed esclusivamente per le sue capacità e competenze. Il problema non sono solo i tagli! La dignità, rendiamo pubblica, esibiamola e non nascondiamola nella speranza di racimolare un’elemosina dal professorone di turno, quasi come un cane che sta dietro la porta sperando che il padrone gli dia i resti del suo pranzo. toti domina

Grazie per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente Grazie per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante alla (...)
Aiutò i ragazzi poveri. Difese la Città. Sembra che stia dormendo, e che sorrida. Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua (...)
Un uomo d'altri tempi. Giambattista Scidà lo è stato. Sicuramente per il suo rigore morale e per la sua intransigenza verso le ingiustizie e le acquiescenze. Ma allo stesso modo - in questo tempo - ha saputo lottare per la giustizia come pochi altri. L'ex presidente del Tribunale per i minorenni (...)
L'importanza della tutela del nostro territorio, per lasciare ai nostri figli non devastazione ma un ambiente vivibile e sostenibile; la prevenzione delle malattie conseguenza dell'inquinamento, per la tutela del cittadino e come risparmio di una spesa sanitaia sempre più alta dovuta al sorgere (...)

Qualche giorno di riflessione per decidere bene proteste e metodi. Così è stato deciso alla fine dell'assemblea regionale di ieri. Tra qualche giorno il movimento Forza d'urto si farà sentire di nuovo, probabilmente bloccando i prodotti siciliani in uscita. «Non vogliamo danneggiare i siciliani, ma (...)
I dubbi e le scelte che attendono i neolaureati dopo la conquista dell'agognato traguardo sono al centro de Il pezzo di carta, il cortometraggio del giovane regista catanese Marco Pirrello, che sarà proiettato in anteprima assoluta il prossimo 13 febbraio al King insieme al documentario Italy: (...)
Dal 4 gennaio Loris Gagliano si trova all'interno dell'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Il ragazzo, 24 anni, ha ucciso lo scorso 27 dicembre la sua coetanea ed ex fidanzata e il nonno di lei, Paolo Miano, 71 anni. Sono in corso le indagini preliminari, la procura di (...)
Un gruppo di giovani catanesi anonomi ha realizzato una pista ciclabile nella zona di via Umberto, tra villa Bellini e piazza Iolanda. Il loro scopo? In una città dove in tanti infrangono giornalmente le regole, far sapere al Comune e agli automobilisti che esistono anche loro, i ciclisti. «Gli (...)

Mostra Fotografica: "Giornale del Sud" Immagini del nostro novecento di Giovanni Caruso e Aldo Ciulla hanno collaborato Daniela Calcaterra e Maurizio Parisi dal 4 al 6 gennaio 2012 ore 16:00 - 20:00 presso il salone della Parrocchia S.S. Pietro e Paolo Via Siena 1, (...)
22 novembre 2011 ___________________________________________ IL NOSTRO SCIDÀ Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua città. (...)
Il campo estivo rappresenta un momento di condivisione e di arricchimento in un contesto "altro" lontano dai disagi quotidiani. E' un incontro fra generazioni che si inseguono in modo orizzontale.
per doposcuola e attività per bambini e ragazzi a San Cristoforo Il GAPA (centro di aggregazione popolare) lancia un appello a tutti i ragazzi e a tutte le ragazze, agli uomini e alle donne che vogliono fare del volontariato a S. (...)

L'esperienza di un giornale di quartiere nato a Catania che coinvolge anche i bambini nel nuovo linguaggio del giornalismo a fumetti.
Viviamo in un periodo a rischio per la democrazia, che non è minacciata dai militari, bensì dai banchieri, tecnici e funzionari del capitale finanziario cosmopolita. Ma non è la prima volta che Tremonti elabora un’interpretazione, come dire, “tardo no-global” dei processi di crisi che investono il (...)
Libreria Irnerio, via Irnerio 27 - Bologna