



“Destra, sinistra? Che ce ne frega! Mettiamoci d’accordo fra di noi” E’ sempre stata questa la tentazione dei proprietari meridionali, dal “trasformismo” di Depretis al “milazzismo” di metà Novecento. In italiano, si chiama inciucio. E non muore mai
A volte gli inciuci servono (l’ha detto anche il grande D’Alema) e a me questo qua, per esempio, ha fatto guadagnare cinquemila lire. Quale? Ma questo alla regione siciliana, naturalmente, fra il capo dei leghisti siculi Lombardo (uno che si fa le campagne elettorali coi pacchi di pasta) e il partito democratico siciliano. Alla giunta Lombardo, fumante di coltellate fra peones dei vari boss, è arrivato l’appoggio esterno, sotto forma di astensione, del Pd. Questo significa che il Pd prende un suo uomo, lo mette - proclamando di non conoscerlo: "E’ solo un tecnico" - nella giunta e va avanti tranquillamente verso il suo destino. Va bene, non è un argomento molto interessante, e non è d’altra parte che io ne sia particolarmente esperto. Ma chi è il nostro uomo presso Lombardo? Il professor Mario Centorrino. E chi è Centorrino? Ecco, adesso vengo alla storia - per me importante - delle cinquemila lire. Una ventina d’anni fa Centorrino - come d’altronde adesso - insegnava all’Univrsità di Messina. Fra i suoi laureandi c’era un ragazzo un po’ anomalo, che si chiamava Antonello Mangano. L’anomalia consisteva nel fatto che Antonello (allora a Messina c’erano studenti che facevano l’esame con la pistola sul tavolo) non aveva nessuna voglia di chiudere occhi e orecchi sul mondo (accademico) circostante ma voleva renderne conto, scriverne, e addirittura dedicargli la sua tesi di laurea: "Il grado di coesione/ Borghesi e mafiosi nell’ateneo messinese". La cosa destò scalpore. Quando Centorrino ne venne a conoscenza, ritirò senz’altro la firma dalla tesi di Antonello, che da un momento all’altro si trovò esposto e senza copertura in un momento in cui i guai piovevano da tutte le parti e l’Università di Messina era un posto un po’ meno sicuro di Abilene. Basta, la cosa finì bene perché: 1) Antonello rimase vivo; 2) Gli Editori Riuniti gli pubblicarono la tesi in un libro, che ebbe persino un discreto successo. Nel frattempo la situazione a Messina si aggravò ulteriormente, con professori sparati per le strade e mafiosi che imperversavano dentro e fuori l’università, e questo era tutta pubblicità per il libro di Antonello. Che poi diventò giornalista, fece un ottimo sito (terrelibere.org) pieno di inchieste, restò disoccupato quanto a stipendio ma non come lavoro utile per la città... Ma questo è un altro discorso. E le cinquemila lire? Ecco, quando ho saputo di questa faccenda della firma ritirata, tanto m’imbestialii (volevo bene a Antonello) che cominciai a blaterare frasi prive di senso: "Ma è modo di fare questo! Ma così ci si comporta con gli studenti! Ma dov’è il senso di responsabilità? Ma questo prima o poi finisce a fare il fascista!". E qui qalcuno m’interruppe: "Fascista, dai! Centorrino è un democratico, un compagno... Come vuoi che finisca nei fasci uno così!". "Vedrai che ci finisce, vedrai! Non ci credi! E scommettiamo! Scommettiamo... scommetto cinquemila lire! Che questo prima o poi me lo vedo in stivali e camicia nera!". La scommessa fu accettata e passarono gli anni e Centorrino,lungi dall’adempiere alla mia lugubre profezia, continuò la tranquilla routine dell’intellettuale progressista. Che in Sicilia comprende editoriali per i giornali forcaioli e di destra (la Gazzetta di Messina), articolesse sui giornali degli imprenditori collusi (La Sicilia di Catania), ecc. ecc. E scusa, per chi bisogna scrivere? Mica per quei pazzi dell’antimafia, che fra l’altro nemmeno pagano i pezzi. E poi le consulenze (per Cuffaro e per gli altri), che fanno pure brodo per il lesso. Ma adesso, finalmente, posso dire - magari forzando un po’ - di avere vinto la scommessa. Che Lombardo sia di destra non c’è il minimo dubbio. Una destra particolarmente odiosa, fra Achille Lauro (i pacchi di pasta) e Calderoli (l’alleanza di ferro con la Lega). Mettigli una camicia nera qualunque - che poi il nero è di moda - e che ottieni? Un fascista. Pino, voglio i miei soldi. Cinquemila lire. Che fa due euri e cinquanta anzi (se dal cambio per ricchi passiamo al cambio vero, quello per pensionati e operai) fa cinque begli euri tondi tondi. "Va bene, ma a me lettore che cavolo me ne frega delle scommesse tue?". Eh, bello mio. Qua si parla d’inciucio, di un solo inciucio, inciucio siciliano. Ma che dici, altri inciuci non ne faranno? E quanti Centorrini si stanno preparando, in questo momento, a sacrificarsi nobilmente per la governabilità e tutto il resto?
(P.S.: Nel frattempo, a Messina, Centorrino presenta il suo “Il partito del Sud”. Relatori? Francantonio Genovese e Domenico Nania, due pezzi della storia politica recente: che adesso, a quanto pare, si ricompongono a unità).

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