domenica 22 giugno 2008, di Riccardo Orioles
Ora. Io non credo che Falcone sia un cretino come dice l’autorevole giudice Carnevale. Mi dispiace sinceramente che l’abbiano ammazzato, e così per Borsellino, Livatino e gli altri. Io penso che i giudici siano meglio dei mafiosi e per me l’eroe non è Mangano ma Borsellino. Mi dispiace che un sacco di esseri umani siano annegati in mare dalle parti nostre (quasi quattrocento, dicono i giornali) mentre io andavo a votare, e questo perché la legge dice che devono venire di nascosto. Mi dispiace che fra loro c’erano così tanti bambini. Mi fa schifo la gente come Bossi che ha detto tante cose schifose contro i meridionali, e preferirei crepare piuttosto che allearmi con lui.
Rido in faccia a quelli del partito di Scapagnini, che prima si sono mangiati mezza Catania (manco pagavano le bollette per i lampioni) e poi sono venuti a cercaci il voto come se niente fosse. Non ce l’ho con gli zingari, coi negri, con gli ebrei e coi gay, ce l’ho solo coi delinquenti e chi gli tiene mano. Non credo che Roma sia come Kabul da mandarci i soldati. Non credo che bisogni cancellare tutti i reati fino al 2002. Credo che bisogna dare più mezzi a polizia e carabinieri (adesso, manco i soldi della benzina) per prendere i delinquenti davvero e non farci chiacchiere sopra. Credo che chi fa cose sporche debba finire in galera, piccoli e grossi, comprese le più alte autorità se fanno reati. Non ho paura degli scippatori, ce l’ho di quelli che danno fuoco agli operai o ammazzano la gente nelle cliniche private.
Siamo in pochi in Sicilia a pensarla così, a quanto pare. E va bene. Ma io un domani non voglio essere confuso con tutti quegli altri siciliani che si vedono ora. Un popolo ignorante e poverissimo, com’eravamo in Sicilia fino all’altra generazione, giustificazioni ne aveva moltissime, finché la miseria è durata. Ma gente coi telefonini e le automobili, coi satellitari ai balconi e le magliette firmate, di giustificazioni non ne ha più. Perciò ora ciascuno individualmente si prenda le sue responsabilità - io mi prendo le mie - perchè domani chi verrà dopo di noi ci giudicherà freddamente e con attenzione.
In Sicilia, la sinistra non è mai stata pestata come ora. I giochi e le stupidaggini che erano consentiti prima ora non sono possibili più. Nessuno deve più venire a dire "io corro da solo". Nessuno deve più dire "io sono democratico, io sono di sinistra" per far politica a vantaggio esclusivo della propria classe sociale, la media e a volte non tanto media borghesia. Sinistra, come in passato, dev’essere il partito dei poveri, prima di ogni altra cosa. Si può ripartire solo da qui. "Io l’avevo detto" non serve a niente, non è il momento. Si può ripartire dai quartieri, dall’impegno di base, dall’informazione. E’ una strada lunga e difficile, e non per tutti. Chi vorrà prenderla, si decida ora.









