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“La verità non ha prezzo”


L’editore Ciancio chiede un mega-risarcimento ai giornalisti di Report. Lo devolverà - annuncia - alle vittime della mafia. Gli risponde Dario Montana: “Sarebbe il prezzo della negazione della li­bertà. E’ offensivo pensare che possiamo essere noi a benefi­ciarne. Ciancio affronti il dibattito, piut­tosto”.


19 febbraio 2010, di Redazione




A seguito dello splendido e docu­mentatissimo servizio giornalistico “I Vice­rè’” di Sigfrido Ranucci, trasmes­so da Report il 15marzo del 2009 da Rai tre, il direttore/editore de La Sici­lia Mario Ciancio Sanfilippo ha pensa­to bene di richiedere un risarcimento danni di 10.000.000,00 di euro. Cian­cio ha tenu­to a precisare l’intenzione di devolvere in beneficienza ad un isti­tuto per anzia­ni le somme. Sembra però che in questi giorni abbia medita­to a lungo, deciden­do di devolvere le somme richieste a Report, ad Associa­zioni di familiari del­le vittime della mafia. Devo confessare che nutro, in pro­posito, qualche remora; sono, infatti, il fratello del commissario Beppe Mon­tana, capo della sezione catturandi del­la squadra mobile di Palermo, ucciso dalla mafia il 28 luglio 1985, che ha visto ri­fiutare la pubblicazione del ne­crologio per il trigesimo dell’omicidio sul gior­nale diretto proprio da Mario Ciancio Sanfilippo; nel corpo della ri­costruzione delle vicende catanesi fat­ta dalla tra­smissione, oggi incriminata, ho mostra­to copia del testo del necro­logio respin­to allo sportello su “insin­dacabile deci­sione del direttore Mario Ciancio e del condirettore Corigliano”. Penso di poter affermare a titolo per­sonale e a nome dei miei familiari che la verità non ha prezzo; e credo che tale affermazione sia condivisa an­che dai tanti parenti di vittime della mafia che si sono riconosciuti nell’as­sociazione Fare Memoria, che ho l’onore e l’onere di rappresentare, che aderisce a Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, e dai tantissimi parenti che ogni anno incontriamo il 21 marzo in occa­sione della giornata della memoria e dell’impegno, dedicata a tutte le vittime delle mafie. Consideriamo offensiva l’idea di ve­derci beneficiare delle somme che rap­presentano il prezzo della negazione della libertà di informazione, costituzio­nalmente garantita, e del diritto di ogni cittadino di essere informato su quanto accade nei nostri territori. Riteniamo inconcepibile che proprio un direttore/editore di un giornale possa ricorrere ad un’azione giudiziaria di ri­sarcimento danni, per impedire e limita­re il diritto di informazione: se ci si ri­tiene diffamati si presenti una querela al giudice penale e non un’azione di risarcimento civile, si abbia il coraggio di affrontare un pubblico dibattimento che accerti la verità dei fatti. Invitiamo Mario Ciancio Sanfilippo a risarcire direttamente i parenti delle vit­time delle mafie mandando in stampa ogni giorno un giornale rispettoso della verità dei fatti e non omissivo, invitan­dolo a far sua la lezione di Pippo Fava: “Un giornalismo fatto di verità impedi­sce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbli­che indispensabili, pretende il funziona­mento dei servizi sociali, tiene conti­nuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon go­verno. Se un giornale non è capace di questo, si fa carico anche di vite umane”.

Dario Montana

Libera


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