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Miss Mafia e Mr Stato Matrimonio difficile Fidanzamento lungo


L’accordo era che ciascuno si facesse i fatti suoi, senza pretendere trop­po: control­lare il territorio, raccogliere un po’ di voti, e soprattutto tener buoni i contadini, cioè i “comunisti”. Poi la mafia, coi soldi dell’e­roina, è diventa­ta troppo potente. Allora Andreotti ha cercato di tirarsi indietro. Ma...


19 luglio 2010, di Redazione




Ci sembra il caso di riproporre questa anali­si (uscita su Ucuntu esattamente un anno fa) peché proprio in queste settimane viene a maturazione tutta una serie di elementi presenti in a. In particolare comincia ad es­sere senso comune (v. Mafia FAQ di Bolzo­ni) l’idea che l’ascesa della “nuova” ma­fia ai danni della vecchia non sarebbe potu­to av­venire senza l’appoggio di forze più propria­mente “politiche” e non mafiose: cosa che andiamo scrivendo dagli anni ’80 e che, per pura vanità, ci piace adesso sottoli­neare.

(R.O.)

* * *

Lo stato, in Italia, ha sempre trattato con la mafia. Ha trattato ai tempi di Giolitti ("camorrista" per Salvemini), di Mussolini (la fine del povero Mori), del’Amgot (Calò Vizzini, Lucky Luciano), di Scelba (Giulia­no e Pisciotta) e, naturalmente, di Andreot­ti. Quest’ultimo, come si sa, si incontrava con boss come Bontate che, con Badala­menti e Inzerillo, formava il triumvirato della mafia di allora. Sia Bontate che Inze­rillo furono uccisi dai "Nuovi", i corleonesi. Badalamenti scappò in Brasile, e l’uomo di cui si fidava era Tommaso Buscetta. Falco­ne, mediante Buscetta, aveva l’obiettivo preciso di far parlare Badalamenti. Non ci riuscì. Che cosa avrebbe potuto dire – e provare - Badalamenti, se Falcone fosse vissuto ab­bastanza da convincerlo? Che l’onorevole Giulio Andreotti, capo del governo italiano, aveva come interlocutori industriali, prelati, politici, e anche i boss di Cosa Nostra. Adesso la cosa non farebbe granché scalpo­re, perché è una storia vecchia, e perché l’o­pinione pubblica non è più quella di prima. Ma nel ’93, o anche qualche anno prima, sapere ufficialmente che un politico aveva commesso il "reato di partecipazione all’as­sociazione per delinquere" Cosa Nostra, "concretamente", "fino alla primavera 1980" avrebbe fatto saltare per aria l’Italia. Altro che Mani Pulite.

* * *

Per questo Falcone è morto e per questo è morto Borsellino. Ovvio che ci siano entrati (come rozzamente si dice) "i servizi", pezzi di stato. Deviati, ma fino a un certo punto. In certi anni, erano quasi ufficiali. I rapporti fra Andreotti e Bontate – ossia, fuor di metafora, fra mafia e stato – non erano finalizzati a assassinii (tranne che di comunisti, che allora giuridicamente non erano esseri umani) , né ponevano a rischio l’autonomia dello stato. Erano rapporti peri­ferici, asimmetrici, localizzati. Il mafioso, a quei tempi, al politico chiedeva cose circo­scritte e locali, e il politico gli ri­spondeva su questo terreno. Al massimo poteva chie­dergli una strage di contadini, seppellibili in fretta e senza troppo casino. E’ il tipo di rapporto che un ufficiale americano può avere oggi con questo o quel warlord afgano, di cui si conoscono benissimo le atrocità, ma che tutto somma­to torna utile per tenere il territorio. "Date­mi i voti – diceva alla mafia lo stato - am­mazzatemi un po’ di comunisti e fate quel che cazzo volete nella vostra isola di mer­da". Poi, verso la fine degli anni ’70, i signori della guerra si sono impadroniti di testate nucleari. Cioè, oltre metafora, i mafiosi hanno messo le mani sulla totalità del traf­fico mandiale di eroina e sono diventati dei grossissimi imprenditori.

* * *

A questo punto i rapporti di forza si sono squilibrati. "Col cazzo che restiamo a fare qualche affare di merda quaggiù in Sicilia! Vogliamo contare dappertutto, vogliamo avere la nostra fetta d’Italia esattamente come tutti i vostri imprenditori". Si aggiunge, proprio in quegli anni, una diciamo così infiltrazione. Ad esempio, gli ultimi 150 inscritti alla P2 stanno in Sicilia o sono siciliani. All’estero (“golpe” Sindo­na) Cosa Nostra comincia a essere un inter­locutore a livello alto. Quindi la partita cambia completamente. Quelli come Andreotti si spaventano, cerca­no di tirarsi fuori. Però è un po’ tardi, anche perchè se hai aiutato il talebano a rubare una vacca e ammazzare un paio di comuni­sti, quello ti ricatta per il resto della tua vita e pretende, pretende, pretende... Mr Stato dice: va bene, adesso ti aiuto a rubare anche un paio di capre. Miss Mafia dice: Col cazzo. Voglio il culo della regina Vittoria, se no dò al Times le foto di te che rubi le vacche e ammazzi i comunisti insie­me a me. E il ciclo ricomincia e continua, sempre più incontrollabile e sempre più in alto a ogni giro. Sta continuando tuttora.


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