I Siciliani giovani La periferica I cordai Casablanca CTzen Il clandestino Cieli GenerazioneZero Telejato AdEst Mamma! Monitor daSud I Siciliani di G. Fava

“Noi militanti semplici ci dobbiamo unire”


Dibattito nell’antimafia/2. Benny Colasanzio, uno degli organizzatori delle “Agende Rosse”, è un tipico esponente della ge­nerazione di mezzo del movimento antimafia. Anche a lui abbiamo chiesto un’opinione sui li­miti e problemi attuali del movimento e, naturalmente, sul “che fare”


28 luglio 2010, di Redazione




La diagnosi è spietata e non lascia molte speranze; non so quanto tempo gli ri­manga da vivere. Certo se non si fa qualco­sa il movimento o i movimenti antimafia hanno i giorni contati. “Un mese, un anno, chi lo sa”, dice la suora al capezzale col rosa­rio in mano. Un organismo eccellente, composto da persone di altissimo livello, lacerato sempre dallo stesso virus, dallo stesso male oscuro che ormai ciclicamente affossa quanto di buono negli anni si è co­struito. La nostra situazione è tra le più parados­sali: a fronte di una ma­fia unica e compatta, della camorra che si allea con la ‘ndranghe­ta che a sua volta stringe legami coi narcos colombia­ni, c’è un’antimafia spaccata, fra­zionata e lacerata fino in fon­do, senza più nemme­no la voglia di provare a ricucirsi. Una tendenza all’autodissolu­zione. Perchè questo? E’ un interrogativo seco­lare che certo non può avere una rispo­sta assoluta, in particolare da parte di un gio­vanotto che poi è parte in causa. Qual­che riflessione però si può ancora fare. Quei due, leader di quelle due associazio­ni, non si possono vedere, come si dice in Sicilia. Perchè una volta ad una conferenza lui non lo ha invitato. E allora nemmeno l’altro lo invita alla tavola rotonda sulla mafia dal titolo, per esempio, “unità nel­l’antimafia”. Tutti e due però non sopporta­no quell’altra, perchè una volta ha stretto la mano a quel politico; l’antimafia non deve guardare in faccia a nessuno, e nemmeno in mano. Ad accomunare i nostri leader an­timafia è il cattivo sangue che scorre verso quell’altro dell’associazione contro il piz­zo, perchè una volta hanno detto che le al­tre associazioni fanno poco, e allora noi ora gliela facciamo vedere. Mancanza di dialogo, caratteri difficili, orgoglio eccessivo e incapacità di guardare oltre il proprio orto, seppur ben curato e in fioritura. Difficoltà a percepire la mafia come il problema comune in assoluto, piut­tosto che qualcosa ormai relegato in secon­do piano a favore di polemiche politiche o peggio ancora personali. Siamo qui tutti per lo stesso motivo, no? E se per caso qualcu­no delle seconde file alza la mano e sugge­risce che siamo fuori strada, che le critiche possono miglio­rare il tutto e il fine, beh, molto probabil­mente verrà preso e portato di fronte al tri­bunale dell’unità, che ne de­creterà l’esilio per alto tradimento. Io credo di averle tutte queste pecche, tanto per cominciare. Solo qualche giorno fa, all’anniversario di Via D’Amelio, ho ca­pito quanto possa essere devastante tutto ciò; l’ho capi­to stando nelle retrovie, co­gliendo umori e sguardi. Sto lavorando, in­nanzitutto su me stesso, per tornare sulla buona strada. Una strada che se tenuta bene sarebbe un’auto­strada, una rampa di lancio che tornerebbe a far paura ai quattro quara­quaquà rimasti in Cosa nostra tutelati da al­tri quattro quara­qualà che siedono nelle istituzioni e che lentamente vengono denu­dati oggi dalla magistratura. E invece no. Abbiamo le antimafie, le an­tipatie, le incomprensioni. E mai che qual­cosa scappi, per carità. In questo la memo­ria ci assiste. Provate. Chiedete al presiden­te di questa associazione perchè non orga­nizzano più manifestazioni, conferenze e convegni assieme a quell’altra: “perchè due anni tre mesi e un giorno e mezzo fa all’an­niversario di un cristo ucciso dalla mafia lui mi ha guardato di tre quarti e non mi ha salutato abbastanza”. Ovvio, qui voliamo bassi, siamo banali e stereotipizzati. Un motivo per avercela con noi, visto quanto basta poco. Una possibile soluzione, però, la voglio suggerire: i militanti semplici, i soldati sen­za medaglie, quelli dall’altra parte del tavo­lo dei relatori una cosa la possono fare. Si possono unire, sul web magari, e chiedere che una volta per tutte la smettessero gli opinion leader, i capi popolo, i portavoce, di perdere tempo a starsi sulle palle l’un l’altro, che poi è anche un peso e una fatica oggettiva. E costringerli ad incontrarsi, agli stati generali dell’antimafia. Un grande in­contro a cui invitare ogni associazione, gruppo o movimento che condivide il fine di schiacciare mafia e mafiosi. E poi obbli­garli a promettere solennemente che da quel momento in poi sarebbe iniziata un’al­tra epoca, fatta di dialogo costante e di mo­tivazioni univoche. L’Antimafia 2.0. Forse sono andato troppo oltre. L’ottimi­smo crea questi effetti perversi. Ti fa pensa­re che davvero tutto ciò sia possibile. Che nessuno se la sentirebbe di sottrarsi a que­sto obbligo morale. Rimetto via sogni e speranze, e torno a fare il mio lavoro di testimonianza civile nelle scuole, nelle associazioni. Torno a raccontare, da solo e con il dolore di una famiglia, una piccola storia di uomini qua­lunque, come tanti in Sicilia, uccisi per quella testa tenuta eccessivamente alta. E finisco un articolo scritto per un caro amico come mai si dovrebbe fare: una soluzione, riflettendoci, purtroppo non ce l’ho, e l’ot­timismo l’ho esaurito poco sopra. Forse è ora che i “leader” stiano fermi: lasciamo spazio a quelli che stanno davanti al tavolo dei relatori, a quelli in se­conda fila, che forse qualcosa da dire ce l’hanno anche loro, che forse il diritto all’u­nità ce l’hanno anche loro.

Benny Calasanzio


Digg Del.icio.us Facebook Google Technorati Live MySpace Wikio


Commenta l'articolo


Ci sono 0 contributi al forum.

La nostra rete/Lavori in corso



"Ringraziamenti" al Sindaco da Librino

Grazie per il buio che ci regali da Viale Castagnola a Viale Bummacaro, da Viale Nitta a Viale Moncada e grazie soprattutto per l'asse attrezzato nato da appena da un anno e mai illuminato interamente Grazie per le aiuole curate a verde e grazie per la sistemazione del piazzale antistante alla (...)


Il nostro Scidà

Aiutò i ragazzi poveri. Difese la Città. Sembra che stia dormendo, e che sorrida. Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua (...)


Ciao, Giambattista Scidà!

Un uomo d'altri tempi. Giambattista Scidà lo è stato. Sicuramente per il suo rigore morale e per la sua intransigenza verso le ingiustizie e le acquiescenze. Ma allo stesso modo - in questo tempo - ha saputo lottare per la giustizia come pochi altri. L'ex presidente del Tribunale per i minorenni (...)


Incontro a Librino su tutela del territorio e inquinamento ambientale

L'importanza della tutela del nostro territorio, per lasciare ai nostri figli non devastazione ma un ambiente vivibile e sostenibile; la prevenzione delle malattie conseguenza dell'inquinamento, per la tutela del cittadino e come risparmio di una spesa sanitaia sempre più alta dovuta al sorgere (...)



Forza d’Urto, tra furori sudisti e caos Richichi: «Noi, l’armata Brancaleone»

Qualche giorno di riflessione per decidere bene proteste e metodi. Così è stato deciso alla fine dell'assemblea regionale di ieri. Tra qualche giorno il movimento Forza d'urto si farà sentire di nuovo, probabilmente bloccando i prodotti siciliani in uscita. «Non vogliamo danneggiare i siciliani, ma (...)


Due film, un bivio: partire o restare? Al King un evento targato CTzen e RadioLab

I dubbi e le scelte che attendono i neolaureati dopo la conquista dell'agognato traguardo sono al centro de Il pezzo di carta, il cortometraggio del giovane regista catanese Marco Pirrello, che sarà proiettato in anteprima assoluta il prossimo 13 febbraio al King insieme al documentario Italy: (...)


Stefania Noce, l’assassino fuori dal carcere «È in osservazione all’ospedale psichiatrico»

Dal 4 gennaio Loris Gagliano si trova all'interno dell'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Il ragazzo, 24 anni, ha ucciso lo scorso 27 dicembre la sua coetanea ed ex fidanzata e il nonno di lei, Paolo Miano, 71 anni. Sono in corso le indagini preliminari, la procura di (...)


CtBike, pista ciclabile abusiva in via Umberto «Rivendichiamo il diritto di pedalare»

Un gruppo di giovani catanesi anonomi ha realizzato una pista ciclabile nella zona di via Umberto, tra villa Bellini e piazza Iolanda. Il loro scopo? In una città dove in tanti infrangono giornalmente le regole, far sapere al Comune e agli automobilisti che esistono anche loro, i ciclisti. «Gli (...)



"Giornale del Sud" - Immagini del nostro novecento

Mostra Fotografica: "Giornale del Sud" Immagini del nostro novecento di Giovanni Caruso e Aldo Ciulla hanno collaborato Daniela Calcaterra e Maurizio Parisi dal 4 al 6 gennaio 2012 ore 16:00 - 20:00 presso il salone della Parrocchia S.S. Pietro e Paolo Via Siena 1, (...)


San Libero - 394

22 novembre 2011 ___________________________________________ IL NOSTRO SCIDÀ Ha un lieve sorriso ironico, da ragazzo intelligente. L'aria, dalla finestra, gli passa leggermente fra i capelli. Ne muove a volte alcuni, arruffati e bianchi. Ed egli dorme. Dorme, nel buio della notte, la sua città. (...)


Campo Estivo GAPA 2011 - Cava d'Ispica

Il campo estivo rappresenta un momento di condivisione e di arricchimento in un contesto "altro" lontano dai disagi quotidiani. E' un incontro fra generazioni che si inseguono in modo orizzontale.


VOLONTARI CERCASI

per doposcuola e attività per bambini e ragazzi a San Cristoforo Il GAPA (centro di aggregazione popolare) lancia un appello a tutti i ragazzi e a tutte le ragazze, agli uomini e alle donne che vogliono fare del volontariato a S. (...)



Perchè la Margherita è bella


Bambini, fumetti, Catania: l'esperienza dei "Cordai"

L'esperienza di un giornale di quartiere nato a Catania che coinvolge anche i bambini nel nuovo linguaggio del giornalismo a fumetti.


Tremonti tardo no-global

Viviamo in un periodo a rischio per la democrazia, che non è minacciata dai militari, bensì dai banchieri, tecnici e funzionari del capitale finanziario cosmopolita. Ma non è la prima volta che Tremonti elabora un’interpretazione, come dire, “tardo no-global” dei processi di crisi che investono il (...)


Non c'è più religione!


Decreto MILLEproroghe...


La sindrome "Schettino"


Raso(r)iate


Mamma! a Bologna

Libreria Irnerio, via Irnerio 27 - Bologna


Tassa sul fumo


BENZINA sul fuoco...... :-)