Parole nuove e pratica vecchia al Massimo Bellini Come mai?
lunedì 17 novembre 2008, di Massimo Malerba
Egregio signor Fiumefreddo,
Il 3 novembre scorso Lei ha ricevuto la lettera di una giovane laureata in scenografia - una ragazza di ventisette anni - che inizia così: “Da tempo cerco di poter mettere in pratica la mia preparazione universitaria senza essere costretta ad abbandonare la mia città, la mia terra”.
La lettera era indirizzata all’Ispettorato del Lavoro e, per conoscenza, al Sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, cioè a Lei: ricorda?
La aiutiamo: “Purtroppo però, ancora una volta, mi sono dovuta scontrare con la realtà di questa città, dove clientelismo e conoscenze sono alla base di ogni tipo di opportunità lavorativa”.
Cose note, dette e stradette, al limite della banalità; ma che c’entrano le banalità demagogiche con Lei che organizza i balletti per la legalità e le escursioni al Quirinale, che dispiega il telone raffigurante il volto pop del superlatitante sulla facciata del teatro, che denuncia gli abusi sui detenuti, che è persino autore di un libro dal titolo “Mai con la testa in giù”? Con Lei sul Suo sito (www.lasveglia.it), nel messaggio “Catania che muore” apparso il primo ottobre del 2003, si scaglia contro “l’affidamento di consulenze ed interessi privati che vanno impediti e denunciati”?
Denunciati, sì signor Sovrintendente: Lei ha scritto proprio così. Ed è esattamente quello che ha fatto la ragazza di ventisette anni quando, entrando nel merito, si è lamentata della ”assunzione a tempo determinato di diverse unità, chiamate per nominativo, in occasione della realizzazione dell’Opera “Medea” e dislocate nei reparti di scenografia e falegnameria del Teatro Massimo Bellini” a partire dal 4 novembre 2008.
E i bandi? E Le selezioni pubbliche? E La logica meritocratica che dovrebbe risiedere in ogni animo liberale ispirandone gli atti e che “avrebbe permesso ai giovani come me di misurarsi con una realtà lavorativa concreta solo in base alle proprie effettive capacità”?
Ci spieghi, signor Fiumefreddo, cosa c’è di liberale, di limpido, di legittimo nel reclutare personale senza pubblicare i bandi sul sito dell’ente. Se non riesce da solo a trovare una risposta, la chieda a Brunetta: anche lui è un liberale.










