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Porta della Bellezza e Muro di Librino


Il quindici maggio a Catania s’inaugura una strana opera d’arte. Strana perché? Contiene dei versi - ma non è un libro. Contiene figure d’arte - ma non è un mu­seo. Contiene mattoni e cemento – ma non è più un muro. E’ diventato una porta, o almeno vorrebbe esserlo: la porta per un mondo diverso, più bello e più umano, migliore. E dove tutto questo? Esattamen­te all’ingresso di Librino, dove i padroni di Catania hanno deportato i po­veri. Che scoprono un’arma in più: la bellezza


13 maggio 2009, di Redazione




Meridiani di Luce è un pro­getto della Fondazione Antonio Pre­sti - Fiumara d’Ar­te, nell’ambito delle ini­ziative culturali, eti­che e sociali promosse per il quartiere di Li­brino. Il progetto, attivo dal 2002, con la collaborazione di tutte le scuole del quartie­re, ha come tema la Bellezza intesa come mezzo per acquisire il diritto alla cittadi­nanza, per affermare la consapevolezza del­la propria identità.

Il progetto “Le Grandi Madri a Librino”, mira, infatti, a ricostruire un’integrità spez­zata, facendo ritrovare identità e specificità di luogo a un non luogo tra i tanti di Libri­no, e contribuendo quindi a promuovere il senso di appartenenza nei suoi abitanti. Il quartiere catanese è stato scelto dalla Fondazione come spazio creativo per fare di Librino un Museo Internazionale a Cielo Aperto, dove, inizialmente, un muro di ce­mento, che come una ferita deturpa e taglia in due il territorio, viene trasformato in una Porta diBellezza. Questo non-luogo è stato in­dividuato nell’Asse Attrezzato all’ingres­so del quartiere catanese. I bambini e gli abitanti del quartiere, in collaborazione con artisti e poeti, hanno realizzato e assembla­to su una parte di quel muro migliaia di ma­nufatti in terracotta, per riconoscere nel va­lore della condivisione il senso della “bel­lezza”. Anno dopo anno il muro sarà sempre più rivestito di opere d’arte in terracotta e acco­glierà anche la parola dei più famosi poeti nazionali e internazionali. L’obiettivo è la trasformazione di quel muro, di quella feri­ta, in valore di Bel­lezza.

Nell’opera è previsto il coinvolgimento creativo e operativo delle scuole e oratori del quartiere (Circolo didattico San­Giorgio; Istituto Comprensivo Brancati; Istituto comprensivoCampanella- Sturzo; Istituto comprensivoAngelo Musco; Istituto com­prensivo Dusmet; Istituto comprensivo Pe­stalozzi; Scuola Media Ungaretti; Scuola primaria paritaria Cirino La Rosa; Scuola primaria paritaria Mary Poppins, Oratorio CentroGiovanile Giovan­ni Paolo II) con la direzione artistica della critic d’arte Ornel­laFazzina che ha coinvolto dieci ar­tisti na­zionali e con l’aiuto della poetessa Maria Attanasio che a sua volta ha chiama­to ad intervenire dieci poeti.

Per comiciare è stata selezionata una por­zione di muro di un centinaio dimetri, quella all’ingresso del quartiere. Le migliaia di studenti delle scuole coin­volte hanno realizzato un manufatto in ter­racotta, formato 35X35 cm, su cui hanno potuto esprimere il proprio personale lin­guaggio artistico. Il tema di quest’anno era La Grande Madre: la riflessione sul ruolo della don­na nella società contemporanea. Nell’anti­chità l’idea di un’entità superiore era basata su caratteristiche propriamente femminili come la riproduzione, la fertilità e la prote­zionenutritiva, e quindi la trasfor­mazione e la crescita. Tutto ciò ha un enor­me carico simbolico e metaforico, poiché si riallaccia alla rinascita e ricrescita stagiona­le del mondo naturale: il tempo ciclico le­gato ai raccolti, alle fioriture, al movimento degli astri nella vol­ta notturna, al ciclo di­morte e di nascita. La società contempora­nea vive ormai solo l’illusione di un tempo lineare, per questo è importante restituire alle nuove generazioni il senso della ciclici­tà e il valore dell’archetipo femminile. A ogni istituto è stato abbinato un artista che, collaborando con gli studenti, ha pla­smato la sua opera creativa, assemblandola insieme ai manufatti di terracotta realizzati dai ragazzi. Gli studenti contemporanea­mente hanno lavorato insieme ai poeti: a ogni porzione del muro realizzato da un ar­tista corrisponde un tratto de­dicato ad ac­cogliere i versi donati dai poeti coinvolti.

Sarà la parola della poesia, insieme alla forza espressiva dell’immagine, a rendere questo non-luogo simbolo di unità e di rin­novata identità per tutti gli abitanti del quartiere. La Fondazione con questo progetto inten­de recupe­rare e divulgare i valori dell’im­pegno civile e culturale affidando alla Scuola un ruolo attivo e centrale nell’ambi­to sociale, dell’e­ducazione alla cittadinanza e alla cultura ambientale. La collaborazione delle istitu­zioni didattiche di ogni ordine e grado contribuisce a seminare una nuova coscienza collettiva di rispetto per il territo­rio circostante, sia fisico che umano, e pro­muovere esperienze educative di cittadi­nanza attiva e solidale attraverso progetti multidisciplinari ed iniziative di rete con il territorio siciliano. Le scuole diventano quindi luoghi etici dove riflettere, discutere e proporre, in nome degli ideali di bellezza di cui il pro­getto TerzocchioMeridiani di Luce si è fatto simbolo e catalizzatore. (da “La Periferica”)

LIBRINO E’ BELLO?

In questi dieci anni di impegno a Librino con la fondazione Fiumara d’Arte Antonio Presti ha certamente inserito, nella costru­zione immaginaria collettiva del quartiere Librino, un elemento prima di allora com­pletamente nuovo: la bellezza del luogo intesa come risultato della bellezza degli inividui che lo abitano. In questo senso, l’opera di Presti, stravolge il concetto con­temporaneo di "riqualificazione" o di ri­mozione del degrado. Librino non è più, soltanto, un luogo pro­blematico ma si candida potenzialmente a luogo di rinascita spirituale. Questo processo tuttavia non è esente da rischi. Il primo rischio è quello della di­menticanza istituzionale. Non è un rischio nuovo per Librino ma la Porta della Bel­lezza è un evento che dovrebbe imporre alle istituzioni uno scatto di orgoglio mo­rale verso il quartiere. Il secondo rischio è quello della rimozione da parte del resto della città. Una buona parte dei catanesi infatti conosce il quartiere non per espe­rienza direttama per le semplificazioni giornalistiche che tendono a rappresentar­lo come "quartiere ghetto". Il terzo ri­schio, probabilmente quello più pericolo­so, è l’indifferenza dei suoi abitanti. Non è semplice, e forse neppure comple­tamente possibile, sintetizzare l’identità di 80.000 individui. Gli abitanti di Librino sono capaci di grande generosità, lo dimo­stra la vitalità di associazioni di volonta­riato, oratori e scuole,ma gli stessi abitanti sono spesso anche disillusi di fronte a qualsiasi prospettiva di cambiamento del quartiere che parta dal loro impegno in prima persona. L’inaugurazione della Porta della Bellez­za, simbolo del dono che diventa creazio­ne, interpella invece proprio questi ultimi a farsi primi protagonisti delle sorti del luogo in cui vivono. Librino sarà autenti­camente “bello" nella misura in cui noi abitanti vorremmo concretamente impe­gnarci, e quindi donarci, verso il nostro quartiere non voltando lo sguardo di fron­te alle sue imperfezioni ma lavorando per migliorarlo. Massimiliano Nicosia


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Ci sono 1 contributi al forum.

Porta della Bellezza e Muro di Librino


17 maggio 2009, di : MIMMO D’ALOIA


sarà che quando sento parlare di bellezza mi commuovo a priori, stante la scarsità del prodotto in natura, ma sta di fatto che questa iniziativa della Porta della Bellezza e de Muro di Librino merita di essere esportata un po’ ovunque, anche in forme diverse magari per invertire antiche convinzioni,ideologie, abitudini sonsolidate. La bellezza puo’ anche essere antieconomica, non dà profitti, posti di lavoro( forse si) ma ci riconcilia con questo pianeta massacrato dal brutto. E poi i muri dividono, perfino ovvio ricordare quello di Berlino. Questo unisce. D’accordo, non esageriamo nell’entusiasmo, è solo una goccia in un oceano di oscenità urabistiche e non. Ma bisgona credere di poter invertire tendenze consolidate,innescare meccanismi virtuosi e poi al bello ci si abitua, piu’ che al brutto. Complimenti agli artefici di questa iniziativa e speriamo che possa essere veicolo di diffusione un po’ ovunque



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