



Il quindici maggio a Catania s’inaugura una strana opera d’arte. Strana perché? Contiene dei versi - ma non è un libro. Contiene figure d’arte - ma non è un museo. Contiene mattoni e cemento – ma non è più un muro. E’ diventato una porta, o almeno vorrebbe esserlo: la porta per un mondo diverso, più bello e più umano, migliore. E dove tutto questo? Esattamente all’ingresso di Librino, dove i padroni di Catania hanno deportato i poveri. Che scoprono un’arma in più: la bellezza
Meridiani di Luce è un progetto della Fondazione Antonio Presti - Fiumara d’Arte, nell’ambito delle iniziative culturali, etiche e sociali promosse per il quartiere di Librino. Il progetto, attivo dal 2002, con la collaborazione di tutte le scuole del quartiere, ha come tema la Bellezza intesa come mezzo per acquisire il diritto alla cittadinanza, per affermare la consapevolezza della propria identità.
Il progetto “Le Grandi Madri a Librino”, mira, infatti, a ricostruire un’integrità spezzata, facendo ritrovare identità e specificità di luogo a un non luogo tra i tanti di Librino, e contribuendo quindi a promuovere il senso di appartenenza nei suoi abitanti. Il quartiere catanese è stato scelto dalla Fondazione come spazio creativo per fare di Librino un Museo Internazionale a Cielo Aperto, dove, inizialmente, un muro di cemento, che come una ferita deturpa e taglia in due il territorio, viene trasformato in una Porta diBellezza. Questo non-luogo è stato individuato nell’Asse Attrezzato all’ingresso del quartiere catanese. I bambini e gli abitanti del quartiere, in collaborazione con artisti e poeti, hanno realizzato e assemblato su una parte di quel muro migliaia di manufatti in terracotta, per riconoscere nel valore della condivisione il senso della “bellezza”. Anno dopo anno il muro sarà sempre più rivestito di opere d’arte in terracotta e accoglierà anche la parola dei più famosi poeti nazionali e internazionali. L’obiettivo è la trasformazione di quel muro, di quella ferita, in valore di Bellezza.
Nell’opera è previsto il coinvolgimento creativo e operativo delle scuole e oratori del quartiere (Circolo didattico SanGiorgio; Istituto Comprensivo Brancati; Istituto comprensivoCampanella- Sturzo; Istituto comprensivoAngelo Musco; Istituto comprensivo Dusmet; Istituto comprensivo Pestalozzi; Scuola Media Ungaretti; Scuola primaria paritaria Cirino La Rosa; Scuola primaria paritaria Mary Poppins, Oratorio CentroGiovanile Giovanni Paolo II) con la direzione artistica della critic d’arte OrnellaFazzina che ha coinvolto dieci artisti nazionali e con l’aiuto della poetessa Maria Attanasio che a sua volta ha chiamato ad intervenire dieci poeti.
Per comiciare è stata selezionata una porzione di muro di un centinaio dimetri, quella all’ingresso del quartiere. Le migliaia di studenti delle scuole coinvolte hanno realizzato un manufatto in terracotta, formato 35X35 cm, su cui hanno potuto esprimere il proprio personale linguaggio artistico. Il tema di quest’anno era La Grande Madre: la riflessione sul ruolo della donna nella società contemporanea. Nell’antichità l’idea di un’entità superiore era basata su caratteristiche propriamente femminili come la riproduzione, la fertilità e la protezionenutritiva, e quindi la trasformazione e la crescita. Tutto ciò ha un enorme carico simbolico e metaforico, poiché si riallaccia alla rinascita e ricrescita stagionale del mondo naturale: il tempo ciclico legato ai raccolti, alle fioriture, al movimento degli astri nella volta notturna, al ciclo dimorte e di nascita. La società contemporanea vive ormai solo l’illusione di un tempo lineare, per questo è importante restituire alle nuove generazioni il senso della ciclicità e il valore dell’archetipo femminile. A ogni istituto è stato abbinato un artista che, collaborando con gli studenti, ha plasmato la sua opera creativa, assemblandola insieme ai manufatti di terracotta realizzati dai ragazzi. Gli studenti contemporaneamente hanno lavorato insieme ai poeti: a ogni porzione del muro realizzato da un artista corrisponde un tratto dedicato ad accogliere i versi donati dai poeti coinvolti.
Sarà la parola della poesia, insieme alla forza espressiva dell’immagine, a rendere questo non-luogo simbolo di unità e di rinnovata identità per tutti gli abitanti del quartiere. La Fondazione con questo progetto intende recuperare e divulgare i valori dell’impegno civile e culturale affidando alla Scuola un ruolo attivo e centrale nell’ambito sociale, dell’educazione alla cittadinanza e alla cultura ambientale. La collaborazione delle istituzioni didattiche di ogni ordine e grado contribuisce a seminare una nuova coscienza collettiva di rispetto per il territorio circostante, sia fisico che umano, e promuovere esperienze educative di cittadinanza attiva e solidale attraverso progetti multidisciplinari ed iniziative di rete con il territorio siciliano. Le scuole diventano quindi luoghi etici dove riflettere, discutere e proporre, in nome degli ideali di bellezza di cui il progetto TerzocchioMeridiani di Luce si è fatto simbolo e catalizzatore. (da “La Periferica”)
LIBRINO E’ BELLO?
In questi dieci anni di impegno a Librino con la fondazione Fiumara d’Arte Antonio Presti ha certamente inserito, nella costruzione immaginaria collettiva del quartiere Librino, un elemento prima di allora completamente nuovo: la bellezza del luogo intesa come risultato della bellezza degli inividui che lo abitano. In questo senso, l’opera di Presti, stravolge il concetto contemporaneo di "riqualificazione" o di rimozione del degrado. Librino non è più, soltanto, un luogo problematico ma si candida potenzialmente a luogo di rinascita spirituale. Questo processo tuttavia non è esente da rischi. Il primo rischio è quello della dimenticanza istituzionale. Non è un rischio nuovo per Librino ma la Porta della Bellezza è un evento che dovrebbe imporre alle istituzioni uno scatto di orgoglio morale verso il quartiere. Il secondo rischio è quello della rimozione da parte del resto della città. Una buona parte dei catanesi infatti conosce il quartiere non per esperienza direttama per le semplificazioni giornalistiche che tendono a rappresentarlo come "quartiere ghetto". Il terzo rischio, probabilmente quello più pericoloso, è l’indifferenza dei suoi abitanti. Non è semplice, e forse neppure completamente possibile, sintetizzare l’identità di 80.000 individui. Gli abitanti di Librino sono capaci di grande generosità, lo dimostra la vitalità di associazioni di volontariato, oratori e scuole,ma gli stessi abitanti sono spesso anche disillusi di fronte a qualsiasi prospettiva di cambiamento del quartiere che parta dal loro impegno in prima persona. L’inaugurazione della Porta della Bellezza, simbolo del dono che diventa creazione, interpella invece proprio questi ultimi a farsi primi protagonisti delle sorti del luogo in cui vivono. Librino sarà autenticamente “bello" nella misura in cui noi abitanti vorremmo concretamente impegnarci, e quindi donarci, verso il nostro quartiere non voltando lo sguardo di fronte alle sue imperfezioni ma lavorando per migliorarlo. Massimiliano Nicosia
sarà che quando sento parlare di bellezza mi commuovo a priori, stante la scarsità del prodotto in natura, ma sta di fatto che questa iniziativa della Porta della Bellezza e de Muro di Librino merita di essere esportata un po’ ovunque, anche in forme diverse magari per invertire antiche convinzioni,ideologie, abitudini sonsolidate. La bellezza puo’ anche essere antieconomica, non dà profitti, posti di lavoro( forse si) ma ci riconcilia con questo pianeta massacrato dal brutto. E poi i muri dividono, perfino ovvio ricordare quello di Berlino. Questo unisce. D’accordo, non esageriamo nell’entusiasmo, è solo una goccia in un oceano di oscenità urabistiche e non. Ma bisgona credere di poter invertire tendenze consolidate,innescare meccanismi virtuosi e poi al bello ci si abitua, piu’ che al brutto. Complimenti agli artefici di questa iniziativa e speriamo che possa essere veicolo di diffusione un po’ ovunque

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