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Rapporto 1/ Idee per un nuovo giornale


Cominciamo a tracciare il progetto del nuovo “Siciliani”. Anzi, “Siciliani Giovani”, tanto per capirci


19 settembre 2011, di Redazione




1) “I Siciliani Giovani” è un giornale, su carta e in rete, che si propone di continuare aggiornandola l’esperienza de “I Siciliani” di Giuseppe Fava e delle varie testate che vi hanno dato seguito nel corso degli anni. Siciliani vuol dire che nasce dal luogo dove lo scontro fra mafia e antimafia è nato prima, dove tanti giornalisti hanno onorato in questo scontro, a prezzo della vita, questo nostro mestiere. Non è un’indicazione geografica ma un simbolo di lotta, da Modica a Milano, per l’intera Nazione. Giovani vuol dire che solo da una nuova e rinnovata generazione, questa generazione, può venire in tanta tragedia la rinascita del nostro Paese. Non è un giovanilismo d’accatto, un parlar d’altro: usiamo la parola giovani nell’identico senso, e per gli stessi motivi, e con la medesima urgenza, con cui a loro tempo la usarono Mazzini o Gobetti. Sappiamo che il cammino è lungo e non ci facciamo illusioni; né vogliamo crearne a chi ci verrà dietro. Ma è un cammino ragionevole, duro ma alla fine vincente. Fidando nell’aiuto dei giovani, memori di esempi altissimi che abbiamo avuto la fortuna d’incontrare, percorreremo questo cammino con tutte le nostre forze e fino in fondo, da giornalisti seri e da buoni cittadini.

* * *

2) “I Siciliani Giovani”, nella sua versione cartacea, è un magazine di 120-150 pagine, mensile di fascia alta come “I Siciliani” di Fava; ne riprenda il ritmo e l’impostazione ma legandoli alle ultime tecnologie (oggetti interattivi in pagina, approfondimenti multimediali). Un giornale “da raccogliere e conservare”, ma parallelemente un e-book di ultima generazione, mirato a tablet, Kindle e smartphone. 3) Il giornale è diviso in tre settori:
- un blocco di 5-6 servizi-inchieste (6-8 pagine) per circa 48 pagine complessive, impaginato come il classico “Siciliani”;
- uninserto centrale a colori (fotografico, satirico e altro) di 24 pagine, con grafica propria (e più “creativa”);
- un blocco di pezzi di cronaca (3-4 pagine ciascuno, per altre 48 pagine complessive) forniti, sui rispettivi territori, da giovani testate e gruppi (Clandestino, Periferica, Napoli Monitor, Stampo, ecc.) aderenti al progetto, e sottoposti a un ulteriore controllo di qualità.

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4) Al cartaceo si affianca un prodotto elettronico in formato e-book (pdf adesso, l’anno prossimo probabilmente html5 o analoghi) che ne riprende i contenuti, e che tecnicamente si differisce da Ucuntu e dai prodotti successivi per una molto maggiore interattività. Ogni singolo contenuto, infatti, sarà corredato in linea di massima a contenuti multimediali, usufruibili su varie piattaforme, soprattutto su quelle (tablet, smartphone) di seconda generazione. 5) Il prodotto elettronico non ha per il momento un’importanza commerciale e servirà ora soprattutto al lancio e alla diffusione del prodotto di carta. E’ tuttavia ragionevole pensare che il mercato editoriale elettronico, che già nei paesi anglofoni è maturo e in piena espansione, non tarderà molto (fine 2012-inizio 2013) a presentarsi in forma matura anche in Italia. E’ probabile che a quel punto il nostro prodotto elettronico assuma un’importanza molto maggiore, e probabilmente determinante, specie se sostenuto da altri prodotti elettronici in formato e-book. A tale proposito, stiamo studiando attentamente – per esempio - le esperienze (entrambe vincenti) dei “Libri di Avvenimenti” e dei “Millelire” che a suo tempo s’inserirono bene, con pochi mezzi, nel nascente segmento dell’editoria a basso prezzo.

* * *

6) Il sito dei Siciliani (per il quale dobbiamo ringraziare la generosità di un cittadino che, avendolo in suo possesso, ce l’ha donato) riprende in buona parte la meccanica (non la “carrozzeria”) di Ucuntu. E’ cioè un portale di rete, in cui al prodotto principale (potenziato con le tecnulogie Issuu, che siamo stato fra i primi a usare in Italia) si affianca tutta una serie di testate collegate, che sono il nostro retroterra e il nostro serbatoio di giovani giornalisti, di notizie e di idee. Il mensile si pone così, fin dalla sua struttura allargata, come prodotto di prestigio di un circuito di testate piccole, radicate, professionali e combattive. 7) A quelle di queste giovani testate che mostreranno un adeguato livello professionale – e civile – concederemo il diritto di fregiarsi del nostro logo, come un segno comune; aiutandole così a progredire e a restare visibili, e rafforzando insieme l’impresa comune.

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8) Redazione. Non prevediamo una redazione centrale, che in questa fase rappresenterebbe più un peso che un reale vantaggio; il lavoro iniziale di un mensile può essere svolto in gran parte in rete, a condizione di avere nei vari nodi personale competente e determinato. Anche successivamente, l’idea di una redazione centrale è probabilmente tecnicamente obsoleta; più conveniente puntare su una struttura “stellare”, con cinque-sei punti forti sul territorio nazionale (orientativamente: Catania, Palermo, Napoli, Roma, Bologna e Milano) dove siamo già presenti già ora o direttamente o con efficienti gruppi amici. In ogni città dovrebbe esserci cioè non una sede, ma una “stanza” dei Siciliani, appoggiata su una struttura amica già esistente e attivamente coordinata con essa. Questo assicurerebbe una maggiore produzione di idee, una maggiore aderenza a tutti i territori, una maggiore efficienza e una più veloce circolazione di iniziative e idee locali. 9) Il lavoro per “Siciliani Giovani” è volontario, almeno per il primo anno. Non deve tuttavia esserci, e non sarà tollerato, alcuno scadimento nel dilettantismo, sotto nessuna forma. Il nostro “volontariato è quello dei “Siciliani” storici, di Emergency, dell’antimafia organizzata, legato all’efficienza e ai buoni risultati.

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10) L’uscita del primo numero elettronico (non semplicemente del sito) è previsto per la seconda metà di novembre. L’uscita in edicola del cartaceo per i primi giorni di febbraio. 11) Sono già in lavorazione avanzata (Luca Salici, Carlo Gubitosa, Max Guglielmino, tutti professionisti di notevole esperienza nei rispettivi settori) il prodotto elettronico e il portale. E’ in corso la progettazione grafica e industriale del cartaceo. Il redazionamento del numero uno (elettronico) avrà inizio il 15 ottobre, anche se già diversi contatti sono in corso sia con “firme” affermate che con gruppi di giovani colleghi. 12) L’assetto sociale e giuridico è in corso d’allestimento e verrà completato nelle prossime settimane, coordinato e diretto dall’avv. Enza Rando.


COME VANNO LE COSE (STORIE COSI’)

Un siciliano che scappa, uno che viene a dare una mano...

Allora, il giorno dopo l’annuncio (a Modica, dai ragazzi del “Clandestino”) nel giro di quarantott’ore sono successe due cose. Uno, la tipografia ci ha improvvisamente aumentato il preventivo e quindi abbiamo dovuto sbrigarci a cercarcene un’altra. Due, ci ha scritto un tale, che non conosciamo e non sappiamo nemmeno chi sia, e qui vale la pena di fermarci e fare una lunga disgressione, così capite subito come vanno le cose. Allora: quello che ci ha scritto è un certo signor Scivoletto, che di mestiere fa il titolare di siti web (roba commerciale: turismo, case, vacanze: cose così) e che, negli anni scorsi aveva registrato i siti “isiciliani”, proprio quelli che servivano a noi. Noi, ovviamente, l’avevamo sgamato e pensavamo di andare a trovarlo con una scusa qualunque per provare a vedere, fra una chiacchiera e l’altra, a quanto casomai ce li vendeva: trecento euri? Cinquecento? MILLE? Sarebbe già al di là del nostro mondo. Insomma, francamente era un bel problema. Bene. Poco dopo l’annuncio, a mezzanotte, ci arriva una mail che vi riporto appresso.

Mail:

< Giambattista Scivoletto a riccardoorioles@gmail.com data 01 settembre 2011 23:26 oggetto domini isiciliani Gentile Riccardo, ho letto con piacere che "I Siciliani" risorgerà. Posseggo i domini: isiciliani.it isiciliani.com Sono vostri, se volete. Un mio piccolissimo contributo offerto con il cuore. Saluti Giambattista Scivoletto >

Reply:

< riccardoorioles@gmail.com a Giambattista Scivoletto Caro Scivoletto, non ho parole. La ringrazio, E’ bello essere siciliani. Suo Riccardo Orioles >

Reply:

< Giambattista Scivoletto a me Carissimo, quando sarà il momento mi faccia contattare da chi vi curerà il sito, li metterò in condizione di trasferirli sui vostri server in 5 minuti. E’ bello essere uomini. Voi de "I Siciliani" avete dimostrato di esserlo sempre. Saluti >

* * *

Insomma, io qui vi dovevo fare un lungo articolo per spiegare che succede a fare i Siciliani e che problemi s’incontano e che bisogna fare. Non serve più. L’ha scritto già Scivoletto. Un siciliano qualunque, uno come voi e me. Che senza chiedere niente, così tranquillo, ha preso quello che aveva e l’ha portato dove serviva. Non ho una parola da aggiungere e non c’è altro. Chi vuole, dia una mano. Noi siamo qua. E l’altro siciliano, quello della tipografia? Eh. Pazienza. In trent’anni, quanti ne abbiamo incontrati... Ma ne abbiamo incontrati molti di più, di Scivoletti. E basteranno. Va bene, chiso il discorso, e andiamo avanti. (E i mafiosi? Ah, quelli non importano. Sappiamo come trattarli).

* * *

Credo che sia anche superfluo parlare qui di politica. E che ci sarebbe da dire? I giudici che lo inseguono, le puttane che lo ricattano, i bauscia che minacciano di fargli la secessione: ma davvero dovremmo occuparci sul serio di uno così? E qua in Sicilia, dopo tutte le rodomontate per e contro Lombardo (con annesso bailamme di giudici severissimi e giornalisti scooppettanti), com’è finita? Assolto e non assolto, vince lui e vince l’altro, muori Orlando muori Sacripante, e alla fine il puparo rimette i pupi nella scatola e tutti si sono divertiti moltissimo e tutto è di nuovo esattamente come prima. Perché? Perché non c’è Falcone. E’ inutile girarci attorno, Falcone dal lato Catania non ce n’è. “Pigliatene uno di fuori - direbbe qui la voce del buon senso - se non sarà Falcone almeno non sarà uno di quelli”. Ma il buon senso lo lapidano, dalle mie parti: il buon senso – dicono loro - è communista. Salvo poi tutti a dire “io l’avevo detto”. Ma anche questo (qui in Sicilia siamo esperti) fa parte dell’Opra dei Pupi, o nei casi più nobili del Gattopardo. E “i Siciliani” che c’entra? Non c’entra niente, assolutamente niente, è roba di un altro pianeta. O almeno di un’altra isola: perché “i Siciliani” stanno in Sicilia, dentro le scuole e lungo le trazzere, fra gli operai che faticano e i ragazzi che imparano la vita; ma quei signori lì non stanno in Sicilia, stanno negli ultimi piani dei loro palazzi, col loro piccolo mondo di nobili, nobilucci, cortigiani e (dicono loro) giornalisti. In realtà non esistono. Noi invece siamo vivi.

* * *

Bene. La notizia è che, dopo lunghe e ponderose consultazioni, abbiamo deciso di non chiamarci più semplicemente “i Siciliani”, ma “i Siciliani giovani”: per dire che siamo nel duemila e undici, che non facciamo reprint e non abbiamo nostalgie. Non ce n’era bisogno, in realtà, secondo me si capiva. Ma s’è deciso così, per più chiarezza. Per il resto è lo stesso.

* * *

Ci scusino tutti coloro a cui non abbiamo risposto subito – sono davvero tanti. Non è per superbia, ovviamente, è che il lavoro è bestiale. Lavoro proprio, non grandi elucubrazioni intellettuali. Fare un giornale è difficile, in ogni tempo, ma ora con tutta questa roba elettronica è difficile per tre volte, perché in pratica di giornali (fra rete e carta) ne devi fare due o tre. Fortuna che non siamo soli: ci sono tutti gli scovoletti e scovolettini, da Modica a Milano, che hanno le idee chiarissime e che, ciascuno dove si trova, lavorano bene e svelti più di di noi. Allora avanti così, restiamo sempre in vista, non ci perdiamo; ma sempre lavorando nei luoghi, andando avanti.

Riccardo Orioles

(“Ero ragazzino, avevo 17 anni e mi ricordo che a Pisa mio padre comprava e leggeva la rivista. C’era un articolo, in un numero, dedicato ai dieci Siciliani allora più potenti, tra cui figuravano anche il cardinale di Palermo e Pippo Baudo. Buon lavoro”)


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