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Report specchio deformante? Qui chiudono le scuole


Non sono i 140 milioni di euro del Cipe, tanto attesi e sognati dalla nostra amministrazione. Sono solo 3 zeri in meno: 140.000 euri. Ma il Comune vuota il sacco, non ce li ha. Ed ecco che l’ Andrea Doria, unica scuola media dello storico rione di San Cristoforo, territorio delle cosche mafiose più potenti della città, a Luglio chiuderà definitivamente, mentre il presidente dellla municipalità dice: "Al consiglio di quartiere c’è l’anarchia".


4 aprile 2009, di Giuseppe Scatà




"Vogliamo la nostra scuola!" (Gli studenti della Doria all’ex sindaco Scapagnini, Giugno 2007).

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Non sono i 140 milioni di euro del Cipe, tanto attesi e sognati dalla nostra amministrazione. Sono solo 3 zeri in meno: 140.000 euri. Ma il Comune vuota il sacco, non ce li ha. Le Orsoline, proprietarie del plesso, aspettano il pagamento dell’affitto da quasi 2 anni, ma finora ne hanno visti solo 30.000, di euri. Allora arriva il terzo sfratto per morosità l’8 Gennaio del 2008, ma le Orsoline, che pazienza ne hanno avuta da vendere, decidono di non danneggiare i ragazzi del quartiere e concedono l’ennesima proroga. Il Comune si impegna e giura che quei soldi arriveranno presto, entro il 7 Febbraio 2009, caschi il mondo. Il mondo non casca (quasi) e il comune di Catania preferisce dare 553 mila euri al Circolo Sant’Agata per l’organizzazione dell’ultima festa, (1-8 Febbraio). Sacrosanto. Ma suonano forse un po’ tanti per un Comune che non ha il becco di un quattrino e i cui bilanci sono finiti in Procura. “Mi spiace”, dicono i nostri amministratori, “le casse sono vuote. Abbiamo agghindato la città, abbiamo stramangiato ovette di Sant’Agata e torrone, ma non ci resta più niente. Pazienza. Riprendetevi la scuola. I ragazzi si iscriveranno da un’altra parte, che sarà mai”. A quel punto le Orsoline, che non riescono più a mantenere le spese di gestione dell’immobile di tasca loro, confermano lo sfratto per Luglio 2009. E il preside Santonocito dice: “Non abbiamo nulla di ufficiale, abbiamo saputo della chiusura dai giornali. L’assessore Arcidiacono ci ha detto che non ha nulla di ufficiale nemmeno lui, ma che probabilmente è così. Una cosa è sicura: non ci sono scuole medie nei dintorni, poiché la Livio Tempesta e la Cesare Battisti lo potrebbero diventare solo nel 2011. Insomma, il quartiere non avrà scuola media e i nostri ragazzi saranno a spasso, proprio qui dove il fenomeno della dispersione scolastica è gravissimo, e la microcriminalità alle stelle”.

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Catania si è piazzata al secondo posto su scala nazionale, dopo Napoli, per numero di minori arrestati nel 2008. I dati sono stati forniti durante le feste di Natale dall’ex questore di Catania, Michele Capomacchia: “Non credo che sia una casualità, più se ne arrestano, più ce ne sono che commettono reati”, dichiarò alla stampa. La scuola Andrea Doria non è una semplice scuola come tante. Esiste a San Cristoforo dal 1978 ed è, com’è naturale, un presidio importante contro la grande e piccola criminalità. Il primo sfratto per morosità (l’edificio, delle Orsoline, è affittato al Comune) arriva nel 2006. Nell’estate del 2007 un gruppo di mamme occupò la scuola ed ottenne la deroga dello sfratto. Fu un caso nazionale. “Con quella scuola ci siamo cresciuti, per noi è come un monumento, è proprio davanti casa. E’ come se togliessero u Liotru”, disse una mamma all’ ex assessore Maimone, che ribattè così ai microfoni di Antenna Sicilia: ““La scuola Andrea Doria non sarà mai chiusa (…), siamo ben lontani da strumentalizzazioni politiche e di altro genere che non fanno altro che avvelenare il clima”.

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Il 28 Novembre scorso, appena quattro mesi fa, dopo i 24 arresti dell’ operazione antimafia “Padrini”, il procuratore aggiunto catanese Gennaro dichiarò: “Salta agli occhi un aspetto comune a molte vicende di mafia dei nostri giorni: la capacità delle organizzazioni di rigenerarsi (…) la lotta al crimine è lunga, difficile è la repressione, a dispetto di arresti e sequestri. Bisogna colpire le organizzazioni in modo diverso e, con più strumenti, soprattutto efficaci” (La Sicilia, 28 novembre). L’educazione e la scuola sono probabilmente due strumenti efficaci. Allora perché chiudere la Doria? Lo stesso questore Capomacchia disse il 23 Dicembre: “Le agenzie educative (scuole, nda) sono in difficoltà, non si può affidare tutto alla repressione”. E invece il Comune cosa fa? Chiude la scuola, perché non ci ha gli spiccioli. E certo. Come ci ha già raccontato Report, gli 850 milioni dati da Berlusconi a Scapagnini per la sicurezza sismica sono svaniti nel nulla e nel giro di pochi anni: contributi per la cenere a 3 giorni delle elezioni del 2005 a 4.000 dipendenti (Scapagnini è stato condannato a 2 anni e 6 mesi in primo grado), 2 milioni di euro dati ai dirigenti comunali come premi produzione alla fine della scorsa estate (coi bilanci sempre in procura e il Comune in bancarotta), milioni di euro sono andati nelle tasche degli amministratori delle varie aziende partecipate del Comune, tutte in fallimento, come la Sidra e l’Amt. Altri milioni sono andati ai parcheggi costruiti, inaugurati e abbandonati di Zia Lisa, Due Obelischi e Fontanarossa. Eppure bastava che la Sidra (azienda partecipata del Comune) non regalasse per Natale 100 ciondoli d’oro agli amici, che non comprasse un albero con relative palle colorate per 80.000 euro, che non mangiasse 6.000 euro di castagne. Bastava insomma raggranellare qua là qualcosina, rinunciare a qualche vizietto, per avere l’umile sommetta di 140.000 euro. E invece niente.

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E pensare che L’articolo 626 della finanziaria 2007 concesse milioni di euro dai fondi Inail per la messa in sicurezza delle scuole: il plesso Doria di via Cordai poteva essere comprato dal comune, e poi ristrutturato a spese dello stato, oppure questi milioni, così come è stato fatto coi soldi del Fas, stornati per coprire il disavanzo del Comune di Catania tramite la famosa lista del Cipe (vedi Report), potevano essere stornati per l’acquisto dell’immobile. Oppure, la municipalità di San Cristoforo avrebbe potuto pensare a forme di autofinanziamento, come l’affitto del magnifico salone della municipalità, nuovissimo e ottimo per i congressi, per un guadagno di 400 euro al giorno. Anche se lo avessero affittato una sola volta a settimana avrebbero pagato il canone d’affitto mensile della Doria. Ma anche questo non è accaduto. Il motivo ce lo spiega il presidente della I municipalità Coppolino in questa incredibile intervista, in esclusiva sul prossimo numero de I Cordai: “Io lo (San Cristoforo ndr.) definisco il “quartiere invisibile” perché all’Amministrazione non interessa questo quartiere, non gliene frega niente…Sono particolarmente amareggiato e ho un’amarezza che mi porto dalla mattina alla sera tutti i giorni …sin dalla mia elezione pensavo di dare una smossa alla I municipalità... le cose vanno avanti non sulla base della fattibilità ma a simpatia, in base a chi la propone e al grado di coinvolgimento che si dà all’amico o al compagno di partito. Assisto a liti e attacchi quotidiani dove volano insulti…la maggioranza dei consiglieri è contro di me: è diventata una cosa personale. Il partito non ha più controllo perché non ha dato nulla a queste persone se non la lista. Poi ogni consigliere pensa a se stesso. Molte volte c’è anarchia nel consiglio di quartiere”. Intanto, tra i litigi, le abbuffate di castagne e i milioni regalati agli amici, la Doria scompare.


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