



Pattuglie a bizzeffe e pure un camper della polizia municipale, una volante dei carabinieri, vigili urbani che imbracciano palette all’ingresso di piazza Teatro Massimo. L’assessore alla polizia municipale che grida vittoria. Ma l’alcol scorre a fiumi e di erba ce n’è pure un mucchio. E sono in gran parte minorenni.
Certe volte basta poco. Ad esempio far finta che il carburatore del tuo motorino faccia le bizze e restare in una strada anche per due buone ore. La strada è un vicolo tra una famosa gelateria e un altro famoso pub del centro: via Degli invalidi di guerra. Siamo nella zona a traffico limitato, davanti la piazza principale del centro storico ed è appena scattato il piano d’emergenza “antibulli”, proclamato a gran voce dall’assessore alla polizia urbana, Massimo Pesce. Un piano che fa scendere in campo circa 40 vigili e pure agenti in borghese. Per fare cosa? Controllare la zona che negli ultimi anni pare la più calda della città: atti vandalici a tutto spiano contro negozi e rivendite di alcolici, scippi di vecchiette e meno vecchiette, drink facili ed economici in mano ai minori che darebbero fuori di testa e diverrebbero incontrollabili.
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I vigili ci sono tutti. Eppure basta sedersi sulle scalinate che stanno di fronte al teatro per sentire già delle belle zaffate d’erba e vedere ragazzini che rollano su una mano senza nascondersi nemmeno un po’.
Entro nella stradina che dà sulla piazza. Ci sono centinaia di motorini. Tutti arrivano rigorosamente senza casco. D’altra parte basta non passare dagli ingressi principali della piazza per farla franca. Quaranta vigili presenti, eppure nelle strade di accesso se ne vedono al massimo sei. Nella stradina in due ore succede di tutto. Uno spacciatore smista l’erba sul bauletto di un sh posteggiato davanti a quello che i ragazzi chiamano il bagno. Fa un cenno della testa a chiunque si avvicini. Divide, fa il prezzo, vende. Tutti comprano, tutti fumano e poi risalgono sugli scooter. Quaranta vigili e agenti in borghese e nessuno entra in quella strada, una strada nemmeno nascosta ma che vedi dritta giusto dal centro della piazza. Non puoi non vederla. Lo sguardo ti si poggia sicuro. E’ solo un po’ buia. Dopo un’oretta lo spacciatore scompare. Dalla finestra del pub alle mie spalle, forse quello più grande della città, esce fuori musica dance a palla. E continua fino alle tre e oltre. Eppure le forze dell’ordine dovevano multare chi non abbassava il volume dopo le due. Il volume, invece, aumenta.
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Dentro i locali altra storia. E’ sufficiente bere una birra un sorso alla volta per vedere che nessuno chiede la carta d’identità ai clienti. Di sabato sono soprattutto minorenni. Tutti bevono. Molti si drogano e danno di matto. I quarantacinque agenti di di sicuro hanno buttato giù qualche verbale. Ma in piazza Teatro Massimo, e intorno a me, succede di tutto.
Giuseppe Scatà

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