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Sgomberato l’Experia. Catani capitale: a noi Nerone e Adolf ci fanno un baffo


La polizia ha sgomberato il centro popolare "Experia", un vecchio cinema (di proprietà della Regione) che da diciassette anni costituiva uno dei pochi posti di aggregazione dei quartieri popolari catanesi. I ragazzi lo avevano ristrutturato completamente, trasformando il locale fatiscente nel centro propulsore di attività civili - doposcuola, giocoleria, sport, ecc. - che contrastavano efficacemente la presenza mafiosa nei quartieri, dove l’Experia costituiva una pochissime zone libere da boss e droga.
- Le FOTO dello sgombero
- Altre FOTO (di G. Battaglia) e (di S. Zerbo)
- Guarda il VIDEO dello sgombero e e QUELLO della manifestazione
- Le FOTO della manifestazione (di L. Guarneri)


2 novembre 2009, di Redazione




Le forze dell’ordine sono arrivate all’alba, caricando con violenza e senza preavviso. Mi segnalano diversi ragazzi feriti. Lo sgombero è stato deciso dal dottor Serpotta, magistrato catanese non particolarmente distintosi nell’attività antimafia, e preceduto da una campagna di stampa di Alleanza Nazionale, che a Catania governa da anni coi risultati che conosciamo. E’ una giornata difficile per l’esile democrazia catanese e i giovani dell’Experia fanno appello alla solidarietà di tutti i democratici e gli antimafiosi.

***

Nel giro di ventiquattr’ore a Catania succede che: uno dei più stimati professori dell’università viene sorpreso a ricattare una studentessa; il giornale che proteggeva i cavalieri mafiosi si mobilita per discolparlo; la polizia massacra a manganellate i ragazzi dell’unico luogo d’incontro dei quartieri popolari, rei di fare antimafia e antidroga in mezzo al regno dei boss. Altro che Norimberga del Terzo Reich: le régime, c’est nous!

Sarà violenta Napoli, sarà cravattara Milano, sarà marpiona Roma, ma quello che trovi qui a Catania non lo trovi in nessun’altra città d’Italia.. Altro che Marrazzo e altro che Berlusconi: qua i vecchi bavosi li mettono direttamente a far scuola di vita all’università. “O me la dai o l’esame te lo scordi!”. E se quella reagisce, subito arriva l’altro vecchio bavoso (questo non professore ma pennaiuolo) e ti scatena una campagna che in confronto Feltri è un chierichetto. “Bottana! A quel povero professore! Proposte oscene e ribottanti, gli facesti!”.

E se invece di essere un vecchio bavoso sei una ragazza o un ragazzo normale, amante della vita, con voglia di fare sport, di cantare, ballare, stare allegro alla faccia dei boss? Prima o poi arriveranno le guardie a riempirti di legnate in testa e a chiuderti a suon di botte lo spazio sociale che hai faticosamente costruito in più dei quindici anni e che è l’unico spazio libero del tuo quartiere, l’unico in cui boss e spacciatori non possono mettere piede. Il che, nella città dei vecchi immafiositi e bavosi, è un gran reato. E pertanto, giù botte.

Come sono allegri e simpatici, i giovani di Catania. Potrebbero avere il paradiso in terra, e certe volte lo sanno. Potrebbero, se a comandare la loro città non fossero questi vecchi incartapecoriti e feroci, gocciolanti di bile, istintivamente nemici di tutto ciò che sia gioventù e divertimento. “Si deve soffrire, a Catania!”, sussurrano feroci. E giù bastonate, intrallazzi, a volte anche colpi di pistola.

* * *

Un “professore” come Elio Rossitto insegna regolarmente in questa università e ne è anzi una colonna. Un “giornalista” come Toni Zermo, che quindici anni fa aiutava i mafiosi a nascondere il delitto Fava, è ancora la principale firma dell’unico giornale della città. Bische, bordelli, spacci di cocaina, salotti-bene e benissimo, camere di compensazione degli appalti, mercati di carni umane d’ogni genere prosperano tranquillamente in questa città. I doposcuola dell’Experia, le giocolerie, le “officine popolari” di biciclette, quelle no, non possono essere tollerate, e vengono senz’altro distrutte d’autorità, chiuse con la fiamma ossidrica, murate col cemento.

“Anche voi poliziotti avete figli e fratelli qui nel quartiere...”. “Io, che ho imparato lo sport al Gapa e adesso l’insegnavo ai ragazzini qui all’Experia...”. “Non avete nemmeno portato un’ordinanza, non è legale...”. “I quartieri hanno bisogno di sport e di giochi, non di violenza”. Seri e civili, i poveri di Catania, gli “estremisti arrabbiati” espongono le ragioni della civiltà contro i padroni della città. Non lasciateli soli.

Riccardo Orioles

* * *

IL GAPA centro di Aggregazione Popolare S.Cristoforo - Catania ha partecipato con i suoi volti e le sue storie alla resistenza all’aggressione da parte delle forze dell’ordine di venerdì mattina davanti all’Experia. Ha partecipato all’emozionante e democratica assemblea della mattina e alle attività del pomeriggio e della sera. Il GAPA ha in questi anni trovato nel Centro Sociale Occupato Experia una delle poche realtà che unisce radicamento nel territorio, attività concrete con il quartiere Antico Corso e visione politica su una città e su una classe politica che ha creato e che tiene sotto ricatto questo quartiere e non solo. Ribadisce la voglia e la passione di continuare a sostenere concretamente il centro di via Plebiscito attraverso tutte quelle attività che si organizzeranno per ridare al quartiere Antico Corso quello che le ragazze e i ragazzi hanno costruito con fatica in questi 17 anni e che i manganelli hanno creduto di interrompere per sempre. Si adopererà anche per cercare ed individuare i veri mandanti delle violenze di venerdì 30 mattina, sicuri che si annidano tra quei politici (che magari a parole invocano la legalità) che in questi quartieri hanno messo su un fiorente mercato di compravendita di voti fatto sia di ricariche telefoniche che di promesse di assunzione nei recenti ipermercati nati come funghi vicino Catania. Se qualcuno pensa di aver spazzato via queste storie e questi volti che negli ultimi giorni hanno passato la loro vita in strada e hanno dato vita alla via Plebiscito, crediamo abbia commesso un grande, un gravissimo errore. Noi, insieme, si resiste!

GAPA

* * *

La legalità non può prescindere dalla capacità di dare risposte ai bisogni delle persone. I diciasette anni di occupazione del Centro Sociale Experia sono testimonianza di un’esperienza condivisa dagli abitanti del quartiere antico Corso, delle famiglie e dei ragazzi che frequentano le tante attività autogestite da chi in questi anni ha occupato e restituito uno spazio all’uso sociale. La risposta allo sgombero dello forze dell’ordine è stata quella di dare continuità e vita alla parola legalità, organizzando per strada le attività del doposcuola dei ragazzi, della palestra, inchiodando alle proprie responsabilità politiche e amministrative chi vuole fermare una pratica di democrazia dal basso, ed è complice di una politica di esclusione sociale dei ceti popolari. Per questo il coordinamento catanese di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie esprime la propria convinta solidarietà al Centro Sociale Experia.

LIBERA Associazioni, nomi e numeri contro le mafie


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