



Una ventina di assunzioni portano in passivo la società ’Sostare’. Adesso i catanesi dovranno pagare di più, mentre si cerca qualche privato interessato a gestire i parcheggi a pagamento.
I posteggiatori abusivi? Fastidiosi ma, sicuramente, meno odiati di quelli autorizzati. Si accontentano di una ’mancia’ che, in genere, viene a costare meno del ’pizzo’ legale delle strisce blu. Come se non bastasse, i dipendenti di ’Sostare’ si fanno vedere solo per controllare l’orario segnato, prendere la multa e poi sparire dalla vista. Quelli abusivi, invece, presidiano la zona di cui si sono inventati custodi. Gli automobilisti finiscono così per sentirsi protetti dalle azioni di eventuali malintenzionati e non hanno nemmeno paura di affidargli le chiavi, dopo essere stati persino nominati ’dottori ad honorem’. Adesso, però, gli automobilisti avranno nuovi motivi per non amare i dipendenti di ’Sostare’. Se erano convinti che bastasse pagare l’obolo del ’gratta e sosta’ per avere diritto a lasciare la propria vettura lungo i marciapiedi della città, devono ricredersi. Dopo avere acquistato il tagliando dovranno anche contribuire ad aiutare il Comune di Catania a ripianare il passivo della società che gestisce gli stalli. Una sorta di tassa sul pizzo che verrà pagata anche da chi non parcheggia nelle strisce blu o, addirittura da chi non possiede una macchina. Questo è possibile perché, per la prima volta, nel 2008 il saldo delle attività svolte da ’Sostare’ è negativo: poco più di 100.000 euro di passivo. Ed aumentano anche i debiti, visto che il Comune non paga da tempo il milione e mezzo di euro l’anno che gli dovrebbe versare. La conseguenza è che la società è costretta a rinviare i pagamenti con l’inevitabile accumularsi degli interessi.
Le cose cominciano ad andare male e gli amministratori di ’Sostare’ spiegano i cattivi risultati ottenuti con una serie di motivi. Tra questi il numero basso di rimozioni, la necessità di aumentare il prezzo dei tagliandi, i troppi abbonati e, persino, il fatto che i disabili non pagano. Praticamente mischiano le carte nella speranza che i catanesi non scoprano i veri motivi. Basta però dare uno sguardo superficiale ai conti aziendali per scoprire che nel 2008 sono stati assunti una ventina di nuovi dipendenti, circa il 10% del personale già in servizio, con un aggravio di circa un milione di euro, rispetto al 2007. Altro che prezzi bassi, il problema sono i troppi clienti che bussano alla ricerca di un posto. Come se non bastasse, nei prossimi mesi, la gestione delle strisce blu andrà in gara pubblica. Il privato che vincerà la gara sarà probabilmente chiamato ad accollarsi i 240 dipendenti di ’Sostare’. Se questo accadrà il Comune dovrà ricambiare in qualche modo. Quasi sicuramente verrà aumentato il prezzo della sosta e, forse, una parte dei dipendenti verrà dirottata su qualche altra azienda del Comune. Le attività meno redditizie dovranno, comunque, essere addossate alla ’Multiservizi’, altra società del Comune che già vive grossi problemi finanziari. L’alternativa meno probabile potrebbe essere la confluenza in Amt: dalla padella alla brace.
Piero Cimaglia

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