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Strisce blu: parcheggia e paghi due volte!


Una ventina di assunzioni portano in passivo la società ’Sostare’. Adesso i catanesi dovranno pagare di più, mentre si cerca qualche privato interessato a gestire i parcheggi a pagamento.


10 giugno 2009, di Redazione




I posteggiatori abusivi? Fastidiosi ma, sicuramente, meno odiati di quelli autorizzati. Si accontentano di una ’mancia’ che, in genere, viene a costare meno del ’pizzo’ legale delle strisce blu. Come se non bastasse, i dipendenti di ’Sostare’ si fanno vedere solo per controllare l’orario segnato, prendere la multa e poi sparire dalla vista. Quelli abusivi, invece, presidiano la zona di cui si sono inventati custodi. Gli auto­mobilisti finiscono così per sentirsi protetti dalle azioni di eventuali malin­tenzionati e non hanno nemmeno paura di affidargli le chiavi, dopo essere stati persino nominati ’dottori ad honorem’. Adesso, però, gli automobilisti avranno nuovi motivi per non amare i dipendenti di ’Sostare’. Se erano con­vinti che bastasse pagare l’obolo del ’gratta e sosta’ per avere diritto a lascia­re la propria vettura lungo i marciapie­di della città, devono ricredersi. Dopo avere acquistato il tagliando dovranno anche contribuire ad aiutare il Comune di Catania a ripianare il passivo della società che gestisce gli stalli. Una sorta di tassa sul pizzo che verrà pagata anche da chi non parcheggia nelle strisce blu o, addirittura da chi non possiede una macchina. Questo è possibile perché, per la prima volta, nel 2008 il saldo delle atti­vità svolte da ’Sostare’ è negativo: poco più di 100.000 euro di passivo. Ed aumentano anche i debiti, visto che il Comune non paga da tempo il milio­ne e mezzo di euro l’anno che gli do­vrebbe versare. La conseguenza è che la società è costretta a rinviare i paga­menti con l’inevitabile accumularsi de­gli interessi.

Le cose cominciano ad andare male e gli amministratori di ’Sostare’ spiega­no i cattivi risultati ottenuti con una se­rie di motivi. Tra questi il numero bas­so di rimozioni, la necessità di aumen­tare il prezzo dei tagliandi, i troppi ab­bonati e, persino, il fatto che i disabili non pagano. Praticamente mischiano le carte nella speranza che i catanesi non sco­prano i veri motivi. Basta però dare uno sguardo superficiale ai conti azien­dali per scoprire che nel 2008 sono sta­ti assunti una ventina di nuovi dipen­denti, circa il 10% del personale già in servizio, con un aggravio di circa un milione di euro, rispetto al 2007. Altro che prezzi bassi, il problema sono i troppi clienti che bussano alla ri­cerca di un posto. Come se non bastasse, nei prossimi mesi, la gestione delle strisce blu andrà in gara pubblica. Il privato che vincerà la gara sarà probabilmente chiamato ad accollarsi i 240 dipendenti di ’Sostare’. Se questo accadrà il Comune dovrà ri­cambiare in qualche modo. Quasi sicu­ramente verrà aumentato il prezzo della sosta e, forse, una parte dei dipendenti verrà dirottata su qualche altra azienda del Comune. Le attività meno redditi­zie dovranno, comunque, essere addos­sate alla ’Multiservizi’, altra società del Comune che già vive grossi problemi finanziari. L’alternativa meno probabile po­trebbe essere la confluenza in Amt: dalla padella alla brace.

Piero Cimaglia


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