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Una storia banale che forse non è banale affatto


A Vittoria, una città “difficile” in provincia di Ragusa, un dipendente comunale ne aggredisce un altro. Che c’è di straordinario, direte? Niente: tranne parenti e storie di aggredito e aggressore. E il fatto che il sindaco tace


19 maggio 2010, di Redazione




Negli ultimi giorni di aprile nei pressi della villa comunale di Vittoria - città ad alta densità criminale in provincia di Ragu­sa - succede un fatto che ha dello sconcer­tante. Sembra che un dipendente a progetto dell’azienda municipale per i rifiuti, Amiu, abbia aggredito un perito agrario dipenden­te della Manutenzione comunale. Il motivo della lita non è ancora chiaro, forse per questioni di lavoro. Fin qua potrebbe sembrare una lite bana­le, ma la vicenda ha dei risvolti preoccu­panti. Infatti, il dipendente Amiu è un certo Claudio Muscia, ex consigliere comunale vicino al sindaco di Vittoria Giuseppe Ni­cosia, esponente locale del Partito Demo­cratico. Muscia negli anni ‘90 fu eletto al consiglio comunale nella lista civica PUCI. Questa fu citata nella relazione del 2006, dalla minoranza della Commissione nazio­nale antimafia, in quanto fu fondata dall’or­mai defunto Francesco D’Agosta, malavito­so locale arrestato nell’operazione “mam­masantissima”. Oltre a lui lo seguirono in carcere pure i figli. Ma tutto ciò non basta per togliere dalla politica Muscia che viene riciclato in una lista che appoggiò nelle ultime elezioni il sindaco democratico Nicosia. Ma dopo un po’ Muscia, pare sotto pressione, lascia i banchi della pubblica assise per far posto all’avv. Antonella Brancoforte, più compe­tente e negli intenti potenzialmente più fe­dele al sindaco. In cambio Muscia approda all’Amiu. Con questo non termina la storia, infatti ad esser picchiato è tale Salerno, fratello di un ragazzo che perse la vita, nel ’99, nella strage di San Basilio in un bar Esso, alle porte di Vittoria. Fu una vittima innocente della violenza criminale dei gelesi Emma­nuello rivolta contro i Car­bonaro – Do­minante di Vittoria. La lite tra Muscia e Sa­lerno ha ri­svolti politici. Il sindaco, in­vece di pren­dere una posi­zione ferma a favore dell’aggredito non spiccica parola e a Vittoria si alza un polve­rone, grazie a Rifondazione Comunista e ad una successiva nota inviata alla cittadinan­za e alla stampa dal coordinatore provincia­le di Libera, Gianluca Floridia. A questo punto il sindaco e l’assessore alla legalità Malignaggi rispondono con una nota in cui si lascia alla magistratura il compito di dare giudizi, ma soprattutto – è questa la parte preoccupante – si pongono sullo stesso piano i due protagonisti dell’in­crescioso fatto. Tutto ciò porta a chiedersi perché il sin­daco - fautore da un lato di battaglie di le­galità ma soggetto dall’altro di molti inter­rogativi - non abbia preso le distanze dal Muscia. “Non ci eravamo espressi fino ad oggi per due motivi: innanzitutto, perché la vicenda, per quanto incresciosa, riguarda una lite tra due dipendenti, ed è del tutto inusuale intervenire, visto che la materia è regolata dal contratto collettivo nazionale di lavoro. L’altro motivo che ci aveva in­dotto ad astenerci dal commentare era lega­to ad un interrogativo: vediamo quanto re­sistono alcuni a fare sciacallaggio su una materia che non ha nulla di politico? ” ri­sponde il sindaco. Ma per Libera la risposta non è soddisfa­cente. “Nicosia - chiede al sindaco l’asso­ciazione di don Ciotti - da che parte stai?”. Vale a dire: con la legalità o col silenzio?

Giorgio Ruta,

Il Clandestino


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